i tesori di Sicilia E' l'edificio più importante della città e del neocostituito «Parco greco-romano di Catania». Inserito nei tour turistici grazie ai tempi certi di apertura Catania. E' operativo da settembre scorso e ha già riportato i primi, lusinghieri, risultati, eppure il «Parco greco-romano di Catania e delle aree archeologiche dei comuni limitrofi», pure istituito nel luglio del 2010, non è stato ancora perimetrato. In attesa di conoscere quale sia il territorio di competenza, l'attenzione è centrata su Catania, sui suoi monumenti, sulle aree scavate e liberate e su quelle ricoperte e lasciate sotto terra dopo essere state studiate, come i mosaici romani ritrovati sotto via dei Crociferi. Punto di forza nel neocostituito «parco» sono i grandi monumenti di epoca romana aperti al pubblico per una fruizione molteplice e, soprattutto, ubicati in centro storico e all'interno di un contesto architettonico importante, non a caso l'unica parte di città dove arrivano i turisti nell'ambito di un circuito di visita che include il Barocco e l'archeologia. Con l'istituzione del «parco», a seguito della riforma regionale dell'organizzazione dei Beni culturali, si è registrato un notevole incremento del numero dei visitatori. Al solo teatro greco-romano - il monumento più importante del parco, che si apre nel cuore della città settecentesca, superate le quinte dei palazzi di via Vittorio Emanuele - negli ultimi mesi, rispetto ai corrispettivi dell'anno precedente, si è registrato un salto di presenze, e dei relativi incassi, del 50 e oltre. A maggio scorso le presenze sono state 8.314 contro le 3.223 del maggio 2010. «Tutto merito di una migliore organizzazione», sostiene il direttore del «parco», l'archeologa Maria Grazia Branciforti, da vent'anni impegnata nel recupero e nella valorizzazione del teatro e già sovrintendente di Catania. E migliore organizzazione significa soprattutto una cosa piccola piccola, ma indispensabile: garantire l'apertura costante dei monumenti, anche le domeniche e nelle feste comandate, incluso Natale, Pasqua e l'1 maggio. Il problema è sempre lo stesso: quello della cronica carenza di custodi. Nei decenni scorsi i vincitori dei concorsi regionali sono stati - guarda caso - quasi tutti del Palermitano e della Sicilia Occidentale. «Vincevano» il posto e, subito, chiedevano il trasferimento a casa e se non era immediato scattavano le malattie e gli imprevisti. Così, grazie ad assunzioni clientelari che gravano pesantemente sul bilancio regionale, Catania e la Sicilia Orientale hanno un personale del tutto insufficiente all'apertura dei tanti siti e monumenti del territorio. Per sopperire a tale carenza il nuovo direttore Maria Grazia Branciforti ha rivoluzionato l'organizzazione interna chiedendo al personale di indicare entro il 20 di ogni mese i giorni in cui avranno bisogno di assentarsi nel mese successivo così da incastrare i turni e garantire la presenza. E il personale rispetta l'accordo. Il clima di collaborazione e di responsabilità che si è creato ha consentito alla dottoressa Branciforti di assumere degli impegni con i tour operator, e di mantenerli. E questi, sperimentando di potere contare sull'apertura dei musei, hanno incluso il giro archeologico nei programmi di visita. Migliore organizzazione significa anche che il teatro è tenuto pulito, è stato dotato di servizi, di cartelloni didattici in italiano e in inglese, di pieghevoli bilingue che spiegano la storia del monumento e di testi scientifici di divulgazione. Il libro delle firme registra le reazioni dei visitatori e sono di stupore per l'insospettata magnificenza di un teatro che si apre a ventaglio tra i palazzi, e di apprezzamento per i due piccoli spazi espositivi, l'antiquarium, che si affaccia su via Vittorio Emanuele, e le Case Liberti, in alto, su via Teatro Greco. E sono soprattutto queste a colpire i turisti stranieri che, all'improvviso, entrano in un'antica casa borghese abitata fino a pochi anni addietro. Un appartamento costruito sulla sommità della cavea, con i suoi tetti affrescati, i mobili, le stoviglie, le antiche mappe e le bacheche in cui sono esposti i reperti archeologici trovati nell'attiguo scavo archeologico. La casa, infatti, ha le sue fondamenta sull'ultimo ambulacro del monumento romano. Sono stati ritrovati, ed oggi sono esposti, monete, ceramiche, vetri, e persino oggetti persi dagli spettatori romani durante le rappresentazioni: pettini e forcine in osso, orecchini d'oro e persino antichi dadi, uno dei quali truccato. Quello che colpisce, e viene apprezzato, è vedere e capire come il teatro si è evoluto nei secoli e le sue numerose stratificazioni spinte dal tempo e dai terremoti. I visitatori preferirebbero trovare la scena libera dalle impalcature alzate per gli spettacoli estivi, ma condividono che il teatro sia utilizzato ancora oggi, tanto più che concerti e messe in scena sono, per tanti abitanti del territorio, spunto e occasione per scoprire un monumento spesso ignorato. A questo concorrono le iniziative gratuite realizzate in occasione della Settimana della Cultura, quali le visite guidate dell'area archeologica, il ciclo di conferenze, e le rappresentazioni itineranti come il suggestivo «Viaggio dantesco» nei gironi infernali, realizzato negli antichi ambulacri, prima di assurgere alla luce abbagliante della cavea. Per i 150 anni dell'Unità d'Italia, poi, nella «sala dell'esedra» su via Teatro Greco, sotto le Case Liberti, è stata allestita una piccola mostra sulla gestione delle antichità nel passaggio dallo Stato borbonico a quello unitario. E adesso è in corso la stagione teatrale e concertistica estiva. Maria Grazia Branciforti, in quanto direttore del «parco», ha presentato, nell'ambito del Po-Fers 2007-2013, un progetto per migliorare ulteriormente la fruizione del teatro e delle Terme della Rotonda, create a suo servizio. Il progetto, che da notizie ufficiose sembra sia stato ammesso al finanziamento, prevede di rendere visitabile una parte ad est del teatro - liberata nell'ultimo scavo - che ha un affaccio diretto su piazza San Francesco d'Assisi. Si tratta di un'area che si sviluppa sotto il settecentesco Palazzo Gravina Cruyllas, casa natale di Vincenzo Bellini, grande edificio che fa angolo con via Vittorio Emanuele e piazza San Francesco all'Immacolata. Qui, all'interno di un enorme corridoio sotterraneo, è stato ritrovato parte di un muro perimetrale del precedente teatro greco di cui, finora, non si era trovata traccia se non nelle testimonianze storiche che narrano che da questo teatro greco arcaico, di forma trapezoidale, Alcibiade spronasse i catanesi ad unirsi agli ateniesi nella guerra contro il tiranno di Siracusa alleato di Sparta. Il finanziamento servirà anche a realizzare barriere di protezione nei vari affacci sulla cavea, a reintegrare i gradini mancanti delle scale esterne e di quelle che collegano gli ambulacri dei vari livelli, a rifare l'impianto elettrico interno ed esterno ai corridoi, intervento, quest'ultimo, che andrà anche a vantaggio della realizzazione degli spettacoli voluti dal Comune e possibili grazie al lavoro realizzato nel tempo dagli archeologi e all'impegno dell'attuale direttore del parco. 20072011