La Biennale affascina ma è poco frequentata Soddisfatta l'organizzazione ma domenica non c'erano più di 300 persone I parcheggi erano deserti. In 60-70 usano il servizio del bus-navetta «L'arte no xe per tuti». Il barista del Magazzino 26 non ne fa un dramma. Domenica 17 luglio alle 20.30 (con orario della Biennale Fvg prolungato fino alle 23) ci sono 7 persone sul grande terrazzo al secondo piano a sorseggiare cocktail con vista su Porto Vecchio e Golfo. Tra di loro c'è anche Giuliana Carbi (coordinatrice della sezione Ince) con un'amica a parlare di vacanze in Dalmazia. E quindi non fa numero. «Se fosse un'osmiza sarebbe tutto esaurito» assicura il barista che sembra conoscere a fondo i gusti artistici dei triestini. Inutile contraddirlo. Tra Biennale Diffusa e Osmiza Diffusa non c'è partita. Ma tra una Biennale tanto diffusa quanto poco frequentata c'è di che riflettere. Una Biennale ad alta densità di artisti e opere, come piace al curatore Vittorio Sgarbi (a Venezia ne ha accatastate oltre 200, a Trieste 172) più che di visitatori. Sarà anche, come scrive il "noto" critico, «l'ideale estensione della Biennale di Venezia (vista la somiglianza tra l'Arsenale e il Magazzino 26), ma qui si sono estesi in pochi. I numeri, che ieri l'organizzazione ha tenuto a sbandierare («Circa 9mila presenza per le prime due settimane») non sono certo da Biennale da nove in pagella. I biglietti staccati dalle 20 di domenica 3 luglio alle 23 di domenica 17 luglio sono 3048, 500 dei quali a prezzo intero (e quindi attribuibili con certezza ai non residenti). In pratica 203 presenze al giorno certificate alle quali l'organizzazione somma i 4mila visitatori della vernice inaugurale a invito registrati tra le 18 e le 20 del 3 luglio e i circa 2mila omaggi distribuiti dai 172 artisti. Tutto fa brodo. L'impressione, dopo alcuni sopralluoghi sul posto, non migliora lo stato dell'arte (titolo pure della rassegna). Quanti visitatori domenica 17 luglio? «Oggi? Tantissimi» afferma entusiasta l'addetta alla biglietteria. I tantissimi sono 250 alle 20.30, 300 forse con gli omaggi, 400 secondo gli organizzatori alle 23. Solito afflusso straordinario dell'ultima ora. «Duecento presenze il fine settimane. Cento gli altri giorni. Anche settanta» spiega un'altra addetta. Meglio evitare il confronto con la manifestazione madre. In 18 giorni la 54.ma Esposizione internazionale d'arte della Biennale di Venezia ha superato i 50mila visitatori (51.630) con una media giornaliera di 3.037. Eppure chiude alle 18 di sera. A Trieste la chiusura è posticipata alle 21 e pure alle 23 nel fine set Umana. Ma più che i numeri, nell'arte sono le immagini a parlare. Quella del grande parcheggio sul retro del Magazzino 26 desolatamente vuoto: domenica sera si contano quattro auto e una vespa. Quella del bus navetta gratuito della Trieste Trasporti che gira spesso a vuoto. Alle 20 parte senza passe : eri dalla stazione e torna indietro con 6 persone. Alle 21.40 arriva vuoto al Magazzino 26. Come in un film horror. «Trasportiamo una media di 6070 persone al giorno. Su 24 corse tra andata e ritorno» spiega l'autista. Numeri che non giustificano il servizio. Ma da qui al 27 novembre, giornata di chiusura, c'è speranza. Aleggia su tutto d'incredulità di San Tommaso. Il titolo del presunto Caravaggio triestino che avrebbe potuto (forse) fare la differenza per questa Biennale Diffusa. Per ora si respira un senso di vuoto. Non provocato dalle opere d'arte, ma dall'essere soli negli spazi esagerati del Magazzino 26. Le 4mila presenze registrate in 2 ore Dare i numeri. «Già 9mila presenza a Padiglione Italia Fvg» titola l'Ansa riprendendo il comunicato stampa ufficiale. Il "già", quasi trionfale, è una licenza poetica dell'Agenzia. Il comunicato stampa si limita a parlare di «circa 9mila presenze al Magazzino 26 per le prime due settimane di esposizione della Biennale Fvg». Poco importa che i biglietti staccati siano 3.048 e che 4mila presenze siano concentrate in due ore (dalle 18 alle 20) del 3 luglio dell'inaugurazione su invito con il curatore Vittorio Sgarbi. Duemila presenze all'ora. E quindi prima dell'apertura ufficiale al pubblico. Poco importa. L'importante è dare i numeri.
Trieste. Biennale diffusa, poca pubblicità visitatori scarsi
La Biennale Diffusa a Trieste è stata poco frequentata, con solo 300 persone presenti il giorno di chiusura. I parcheggi erano deserti e il servizio del bus-navetta era spesso vuoto. L'organizzazione della Biennale è soddisfatta, ma i numeri non corrispondono alle aspettative. Secondo i biglietti staccati, ci sono stati 3.048 biglietti venduti, di cui 500 a prezzo intero, e 4.000 presenze registrate in due ore dell'inaugurazione. Tuttavia, la media giornaliera è stata di solo 100 presenze. La Biennale è stata considerata una estensione della Biennale di Venezia, ma i numeri non sono stati sufficienti per giustificare il servizio.
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