Vorrei spezzare una lancia a favore della Biblioteca Europea (Beic) e del suo progetto architettonico esecutivo ormai pronto. Si tratta di un'iniziativa a mio avviso molto rilevante ossia di una Biblioteca Europea a grande struttura multimediale, che dovrà unire libri e supporti digitali, il tutto a libero accesso e a scaffale aperto, offrendo così un formidabile, totale strumento di informazione, di formazione, di preparazione culturale e dunque, nel senso più ampio, civile. Strutture di questo genere esistono a Parigi, New York, San Francisco e Monaco di Baviera, dove hanno avuto ed hanno pieno successo di pubblico, mentre in Italia una biblioteca di questo tipo non c'è. La fondazione Beic sta lavorando a questo progetto da oltre sette anni, con un impegno di lavoro e di risorse, già attribuite dal Parlamento, che ora rischiano di non poter venire utilizzate, se le competenti autorità di Milano non faranno pervenire al ministero dell'Economia e al Cipe la richiesta di inserire la biblioteca tra le opere da finanziare con il Fondo per le "Grandi opere". Penso che non solo Milano, ma tutta l'Italia trarrebbero un notevole frutto dalla realizzazione di questa impresa. Claudio Magris Caro Magris Anche questa pagina, un anno fa, ha spezzato una lancia per la Biblioteca Europea di Milano. Temevamo allora che vi fosse in Comune la tentazione di offrire ad altre destinazioni l'area su cui la Biblioteca dovrebbe sorgere. Temiamo oggi che la sua costruzione non venga inserita tra i progetti che verranno finanziati con i fondi delle «Grandi opere». Il danno sarebbe duplice. Milano non avrebbe la grande istituzione culturale multimediatica a cui Antonio Padoa-Schioppa sta lavorando da parecchi anni. E lo Stato avrebbe buttato al vento le somme già spese per la realizzazione del progetto. Se il lettore visiterà il sito della Biblioteca (www.beic.it) potrà farsi un'idea del lungo edificio progettato dall'architetto Peter Wilson, vincitore del concorso internazionale indetto qualche anno fa. La biblioteca sorgerà sull'area della vecchia stazione di Porta Vittoria, avrà due ingressi, verso est e verso ovest, sarà circondata da prati e alberi, sarà attraversata in lungo da un percorso pedonale che verrà utilizzato da chiunque voglia passare da un lato all'altro del quartiere. Non esiste soltanto il progetto strettamente architettonico. Esistono anche, nei cassetti dei progettisti, gli scaffali, gli scrittoi, le sedie, le lampade. Gli scaffali saranno aperti. Il visitatore potrà cercare il libro desiderato, lasciare che il filo dei suoi interessi lo porti da un'opera all'altra, sfogliare quelle che attirano la sua attenzione. E quando avrà trovato il libro di cui ha bisogno, potrà sedersi a uno scrittoio, accendere una lampada (la biblioteca sarà aperta di sera), estrarre un computer collocato sotto il ripiano del tavolo di lavoro, collegarlo a una presa di corrente. Supponiamo che la lettura del libro prescelto lo rinvii a un altro, meno facilmente reperibile. Potrà ricercarlo fra quelli della Beic di cui esiste già una versione elettronica o collegarsi, per consultarlo, con biblioteche nazionali e internazionali. Vi è qualcosa tuttavia che il sito della Beic non può raccontare. Penso al carattere, alla forma e all'aspetto che il quartiere di Porta Vittoria acquisterà nel giro di qualche anno. Una biblioteca moderna, che è al tempo stesso istituto di cultura, modifica rapidamente l'ambiente in cui viene costruita. La sua presenza attira librerie, caffè, ristoranti, piccole sale teatrali, centri culturali, negozi che possono soddisfare gli interessi e i desideri di una clientela colta e giovanile. Se daranno retta alla sua lettera, caro Magris, Milano non avrà soltanto una grande biblioteca. Avrà anche un quartiere rinnovato e attraente.