«A me sembra la classica storia italiana calata in una tipica storia fiorentina».Una somma di due vizi, insomma. Il soprintendente al polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, ex ministro ai Beni culturali ai tempi del governo Dini, ha pronto il discorso da fare al ministro Urbani, che sarà a Firenze domani ad una Conferenza nazionale sulla cultura promossa dagli amministratori locali e da associazioni culturali che si terrà al Palazzo del Congressi. «Dirò che siamo in una fase di riassetto e trasformazione, con queste sovrintendenze speciali che ancora non funzionano perché non ci sono i regolamenti per dotarle di reali strumenti gestionali. Poi c'è la riforma del titolo V della Costituzione che sposta sugli enti locali certe competenze...tutto sta cambiando, la situazione dei beni culturali in Italia si sta rovesciando come un calzino», metaforizza Paolucci. Subisce, come ogni altro "ingranaggio" in questa filiera gestionale dei beni culturali, l'eterna precarietà di una situazione e di regole in divenire. Una fotografia sempre sfuocata, però: «Va data l'autonomia promessa. Di qui non si scappa. Ha ragione Bonsanti: c'è una rischiosità burocratica tipica delle cose non realizzate appieno», ripete Paolucci. Eccoci ai vizi della patria: «La storia è lunga - insiste Paolucci - all'italiana, la storia di una riforma lunga che viene dal lontano, solo che è una storia troppo lunga. Oggi (ieri, Ndr) 26 febbraio io non ho ancora gli strumenti, eppure sul mio berretto c'è scritto "sovrintendente autonomo speciale". Giuridicamente e amministrativamente siamo già strutture in grado di tare da sole. A Firenze come a Roma, Venezia...». Sugli Uffizi ricadono tutte queste lungaggini, «in più - aggiunge Paolucci - ci va di mezzo anche la tipica rissosità fiorentina, città che moltiplica tutte le indecisioni italiane, per cui un giorno l'uscita di Isozaki è eccezionale e un altro giorno non va più bene». Peccato perché in questa tipi storia italiana i soldi - e qui la storia è anche un po' francese («il Louvre l'hanno fatto in un attimo», dice sempre Paolucci) - ci sarebbero, anche se qualcuno teme di vederli sfumare: «No, quelli restano. Ci sono 34 milioni di euro sono congelati in attesa che venga cantierato il progetto. Lo ha detto Urbani. Niente scadenze ad aprile, ma il progetto dei Grandi Uffizi va presentato. Lo deve presentare Valentino, il sovrintendente architettonico. Mi chiede perché non lo fa? Perché non lo fai in un pomeriggio. Ci vuole uno staff di tecnici che lui non ha. Ha bisogno fino al prossimo autunno».
Paolucci: "Una storia all'italiana" - Il sovrintendente rassicura che i soldi statali non verranno persi. E attacca: fiorentini rissosi e indecisi
Il sovrintendente al polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, ha espresso le sue preoccupazioni sulla situazione dei beni culturali in Italia. Ha affermato che la riforma del titolo V della Costituzione e la creazione di sovrintendenze speciali stanno cambiando la situazione, ma che ci sono ancora molte difficoltà e indecisioni. Ha anche criticato la rissosità fiorentina e la mancanza di strumenti gestionali per le sovrintendenze. Paolucci ha detto che i soldi per i progetti culturali sono congelati e che il progetto dei Grandi Uffizi non può essere presentato senza uno staff di tecnici. Ha anche affermato che la storia italiana è lunga e che la riforma è ancora in corso.
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