Partono i primi lavori per il risanamento della Domus Aurea, la residenza di Nerone interrata sotto il giardino del Colle Oppio. E si riaccendono subito le polemiche sulle modalità del restauro e sul futuro del monumento, il più grande scrigno di affreschi della Roma imperiale. A scatenarle un intervento del senatore del Pd Andrea Marcucci, autore di un'interrogazione urgente al Ministro della cultura Galan, che contesta il progetto di recupero preparato dal commissario straordinario dell'area Luciano Marchetti, sostenendo che si tratta di un'operazione costosissima e di pura cosmesi, caratterizzata da soluzioni pesanti ed invasive, come l'innesto di quasi cinquanta piloni nelle murature antiche, ascensori per condurre i visitatori al livello sottostante. E' uno scavo che prevede ingenti mezzi meccanici». Forti i dubbi espressi da Marcucci anche sul costo dell'intervento, circa 50 milioni di euro, e sul reperimento dei fondi, che proverranno non da uno stanziamento ad hoc ma dal serbatoio d'incassi del Colosseo. E alla fine un altolà: fermare tutto prima di provocare danni e attendere il parere della Soprintendenza. Consiglio che il sottosegretario alla cultura Francesco Giro ha respinto, accusando l'autore della polemica di disinformazione, e ribadendo l'intenzione di procedere secondo il programma che aveva annunciato in mattinata, durante un sopralluogo al cantiere. Al suo fianco il commissario Luciano Marchetti che ha spiegato l'iter dei lavori, coperti per ora da uno stanziamento di 10 milioni. «Stiamo procedendo con il consolidamento delle volte. Poi a settembre partirà lo sbancamento del terrapieno del giardino del Colle Oppio che sovrasta l'ala Est del padiglione neroniano. Un sovraccarico di 6 tonnellate di terra al metro quadro che grava sui soffitti dell'edificio e dal quale provengono le infiltrazioni d'acqua che hanno indebolito le volte». La rimozione - promette Marchetti - verrà condotta con molta cautela. Poi scatterà l'operazione di isolamento e impermeabilizzazione. Due le ipotesi. La prima, presentata dallo stesso Marchetti, prevede attraverso un sofisticato sistema di palificazione la realizzazione sopra la volta della Domus Aurea di un'intercapedine di circa tre metri, sulla quale verrà ripristinato il giardino. La seconda, elaborata dalla soprintendenza, punta a una soluzione più morbida: un massetto impermeabile di soli cinquanta centimetri da stendere sopra quello antico d'epoca traianea. Entrambe gli interventi non offrono sicurezza dei risultati. L'idea che sembra farsi strada è di sperimentarli entrambi. Un'approssimazione tutt'altro che rassicurante. Anche perchè mai le due alternative sono state presentate e dibattute pubblicamente.