I problemi È lanello mancante del già carente sistema cittadino. La giunta promette di spendere cinque milioni per nuove corsie riservate Dalla periferia laccesso al centro è sbarrato Altrove i percorsi sono interrotti, segnalati male o sistematicamente invasi dalle auto Visto dalla sella di una bicicletta è un paesaggio desolante, fatto di viali lunghi e malsicuri sui cui sfrecciano automobili e moto a tutta velocità. Vista sulla cartina, con i percorsi ciclabili segnati, è come un zona rossa, un anello mancante che taglia fuori i ciclisti che arrivano dalla periferia diretti verso il centro. Il principale vulnus della rete ciclabile milanese sta tutto lì, in quella fascia che va dalla circonvallazione interna alla cerchia dei Navigli. Un "muro" invisibile, fatto di collegamenti mancanti e piste che non si toccano, che rende impossibile la vita a chi pedala in città. La fotografia della mobilità ciclabile che viene fuori muovendosi lungo i tratti che Milano offre ai ciclisti è impietosa. Corso Lodi, Alzaia Naviglio Grande, Alzaia Naviglio Pavese, via Padova, sono soltanto alcune delle strade dove la segnaletica si interrompe e il ciclista viene lasciato a sé stesso. Ad eccezione di via Melchiorre Gioia, dove - tra mille ostacoli - si riesce ad arrivare in via San Marco, da qualsiasi direzione si arrivi laccesso al centro è praticamente sbarrato. Il caso più clamoroso di questa mancanza è forse quello di corso Buenos Aires, dove la giunta Moratti ha realizzato i nuovi marciapiedi senza prevedere nessuna segnaletica per le biciclette. «La cosa incredibile è che nessuno ha tenuto conto del fatto che quella è la strada in assoluto più utilizzata dai ciclisti milanesi - spiega Eugenio Galli, presidente dellassociazione Ciclobby - . A suo tempo lanciammo una petizione per richiedere una corsia ciclabile, un intervento di sola segnaletica, che però cadde nel vuoto. Ora si torna a parlare di pedonalizzazione nei fine settimana, non bisogna però dimenticare che quella strada viene percorsa tutti i giorni dai ciclisti». Percorsi nuovi, problemi vecchi. Anche laddove sono arrivati gli ultimi interventi di Palazzo Marino, le cose non vanno nel migliore dei modi. La corsia di via Vittor Pisani che va dalla stazione Centrale a Repubblica è costantemente invasa dalle auto che parcheggiano - nonostante la valanga di multe arrivate in questi giorni - e dalle moto che la usano come corsia di sorpasso. Ancora peggio forse la situazione sulla cerchia dei Navigli. Qui, oltre allinvasione degli altri mezzi, sono tre i problemi principali. Il primo è che la pista non completa lanello: partendo da Cadorna e proseguendo in senso antiorario, si arriva al massimo fino alla Sormani. Secondo, anche nel pezzo realizzato il percorso si interrompe praticamente in corrispondenza di tutti gli incroci: interruzioni più o meno lunghe (come quella in via Carducci, allintersezione con corso Magenta) che rimettono il ciclista in mezzo al traffico normale e che non danno un senso di continuità. Terzo, la segnaletica che raramente è a norma: cartelli stradali coperti da sacchetti di plastica neri, strisce che mancano, indicazioni poco visibili. Dalla giunta Pisapia promettono di realizzare quanto promesso in campagna elettorale e mettono sul tavolo una serie di interventi: «Nei primi cento giorni del nostro mandato installeremo 900 rastrelliere al costo di 150mila euro - ha spiegato lassessore ai trasporti Pierfrancesco Maran - e realizzeremo nuovi percorsi ciclabili, soprattutto corsie». Si parla di un intervento da circa cinque milioni di euro, ma quali siano le zone interessate ancora non si sa. Quello che serve adesso, ricordano tuttavia le associazioni, è un intervento mirato sulla rete già esistente. «Bisogna studiare un disegno intelligente - spiega Franco Beccari, coordinatore dei circoli milanesi di Legambiente - che sia condiviso da tutti e che tenga in considerazione esigenze di pedoni e biciclette. E magari si potrebbe iniziare ricongiungendo le piste laddove già ci sono».
MILANO - La zona rossa tra Navigli e Bastioni dove le piste ciclabili spariscono nel nulla
La rete ciclabile a Milano è in cattive condizioni, con collegamenti mancanti e piste che non si toccano. I ciclisti devono affrontare percorsi lunghi e malsicuri, con auto e moto che li ostacolano. La giunta ha promesso di spendere cinque milioni di euro per nuove corsie, ma le cose non vanno nel migliore dei modi. Anche gli ultimi interventi di Palazzo Marino non hanno risolto i problemi. La situazione è peggiore sulla cerchia dei Navigli, dove la pista non completa e la segnaletica è inadeguata. La giunta ha promesso di realizzare interventi, ma è necessario un piano mirato per migliorare la rete ciclabile esistente.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo