«Occorre modificare la mentalità politica: le difficoltà di bilancio non possono valere come alibi» La cultura, si sa, non paga, ma non per questo può essere mortificata. Ed ecco la "Lettera aperta sulla cultura a Caltanissetta" sottoscritta dalle associazioni "Officina del libro Luciano Scarabelli", Italia Nostra e SiciliAntica ed indirizzata alla politica locale, cioè a dire sindaco e Consiglio comunale, presidente Ap e Consiglio provinciale, giacché i tre sodalizi ritengono che ad essi «competono la programmazione e la destinazione delle risorse, e quindi debbono modificare radicalmente un'inveterata mentalità politica che reputa di scarso interesse qualsiasi iniziativa culturale». È un appello forte, trascritto in un volantino stampato in migliaia di copie, che verrà fatto circolare per la città, nell'intento di richiamare l'attenzione su tutto un "pacchetto" di emergenze culturali. L'iniziativa, sostengono le tre associazioni, è ispirata da una forte volontà costruttiva e non intende attivare alcuna inutile polemica con nessuno: ma, rimarcano, distogliere l'attenzione dallo sviluppo culturale del territorio significa favorire una grave regressione di civiltà, di cui le generazioni future pagheranno le conseguenze; da qui l'appello agli amministratori "perché assumano le decisioni, anche di carattere finanziario, per favorire il funzionamento di alcune fondamentali strutture culturali, senza attendere tempi finanziariamente felici che non verranno mai". In particolare viene sollecitato il Comune di Caltanissetta affinché: 1) riorganizzi e apra alla fruizione l'Archivio storico comunale, che custodisce i documenti essenziali alla ricostruzione della memoria storica della città; 2) renda pienamente fruibile il patrimonio librario e documentale della biblioteca "Scarabelli" con la sistemazione di tutti i libri, e provveda (dopo 31 anni!) alla nomina di un dirigente, anche esterno, che promuova il rilancio organizzativo di tale struttura; 3) definisca un serio progetto che valorizzi adeguatamente, attraverso una struttura museale come il Palazzo Moncada, le opere dello scultore nisseno Michele Tripisciano e degli altri artisti che hanno onorato la nostra città; 4) provveda ad un'adeguata valorizzazione della figura dello scrittore nisseno Pier Maria Rosso di San Secondo, attraverso la distribuzione, alle istituzioni culturali nazionali, delle sue opere di narrativa pubblicate dalle amministrazioni comunali precedenti, ma mai fatte conoscere con adeguate iniziative. Si adoperi, inoltre, a promuovere le sue opere teatrali, anche mediante un premio nazionale di teatro intitolato alla sua memoria; 5) metta mano ad un recupero serio del centro storico realizzando fatti concreti e non solo atti formali e tuteli, valorizzi e realizzi i giardini pubblici; 6) metta gratuitamente a disposizione delle associazioni culturali e di volontariato i pochi spazi culturali esistenti in città; 7) aiuti le iniziative culturali meritevoli che onorano e valorizzano la Città. Queste, invece, le richieste all'Amministrazione provinciale: 1) rendere fruibile al pubblico degli studiosi l'Archivio storico provinciale; 2) completare, ristrutturare e rendere fruibile ai turisti ed agli studiosi il Museo mineralogico; 3) promuovere la creazione del Museo dell'arte tipografica e dell'editoria nissena presso l'ex Istituto Umberto I, per la salvaguardia e la fruizione museale della storica tipografia dell'ex Ospizio di Beneficenza da cui provengono tutte le maestranze che hanno creato le successive tipografie nissene. Le tre Associazioni ritengono inoltre che le amministrazioni locali abbiano il dovere di collaborare nei limiti delle loro competenze: 1) a promuovere, limitandoci alla parte interna della nostra provincia, la valorizzazione e lo scavo delle zone archeologiche di Sabucina e Vassallaggi, non dimenticando le zone minori come Gibil-Gabib, Raffe, Polizzello ed altre, e soprattutto promuovendo le sinergie per esplorare e studiare la città di Capodarso; 2) a favorire la valorizzazione e la fruizione del Museo archeologico di Caltanissetta e delle strutture museali archeologiche minori come quelle di Mussomeli, Marianopoli, Milena ed altre ancora; 3) a completare il Museo delle Vare inserendolo in un circuito di valorizzazione delle arti minori; 4) a favorire la valorizzazione e la fruizione dei monumenti storici come il castello di Mussomeli a suo tempo progettato come Museo regionale del Medioevo e mai realizzato; 5) a promuovere un ripensamento delle manifestazioni legate alla Settimana Santa, oggi sommerse in periodo pasquale dalle altre manifestazioni similari, promuovendo il loro svolgimento anche durante altri periodi dell'anno; 6) a tutelare, valorizzare e promuovere le Riserve naturali provinciali; 7) a sostenere le iniziative culturali meritevoli che onorano e valorizzano la nostra provincia. «Non possono valere come alibi le difficoltà di bilancio di questo particolare momento», si legge ancora nella lettera aperta, e «una più oculata utilizzazione del personale e un minore dispendio di risorse per remunerare competenze esterne all'amministrazione (direttori generali, consulenze, incarichi professionali esterni) ed i Consigli possono consentire opportune economie di bilancio da destinare alla cultura». W. G. 19072011