Lultimatum di Eur Spa: senza il via libera ai nuovi palazzi fermeremo il cantiere. Lira dei residenti Laut aut dellad Laccordo di programma prevede anche due torri da trenta piani «O il Comune approva il progetto sul Velodromo che abbiamo presentato o fermeremo il cantiere della Nuvola di Fuksas». Suonano come un aut aut al Campidoglio le parole dellamministratore delegato di Eur spa, Riccardo Mancini. Il monito arriva durante la presentazione del bilancio dellente, mentre si snocciolano dati e progetti che fanno sembrare il quartiere il nuovo "Eldorado". Lultimatum ha come destinatario la commissione Urbanistica, che dovrà approvare i progetti di valorizzazione del patrimonio della società al 90 per cento del Tesoro e al 10 per cento del Comune. «Se non ci sarà il rilancio del Velodromo, chiederò agli azionisti di intervenire», incalza Mancini. In sostanza lo Stato dovrebbe sborsare circa 150 milioni di euro per terminare il futuro centro congressi sulla Colombo, ma i tempi non sono di certo rosei. Insomma, i destini della Nuvola e del Velodromo sembrano intrecciarsi. Il primo cantiere, aperto ormai da diversi anni, dovrebbe essere concluso il 30 gennaio 2013. Del secondo si sta invece decidendo il da farsi. «Il 70 dellopera di Fuksas è finito - si vanta Mancini - Nel 2014 abbiamo già i primi contratti pre-firmati per fare i congressi». Ma per completare la Nuvola servono 180 milioni di euro. Soldi che Eur spa ha chiesto alle banche attivando un mutuo di ventun anni: «Abbiamo ipotecato alcuni palazzi dellEur. Mi sembra una cosa normale per chi apre un mutuo. Ora i soldi ci sono per pagare le rate. Ma domani?». Da qui, la presa di posizione sullex struttura olimpica, che in serata Mancini ha sottolineato non essere un ricatto a Roma capitale. «Non mando in default Eur spa - spiega lad della partecipata del Comune - Semmai la Nuvola resterà incompiuta, un ecomostro urbano come le Torri ex Finanze che sono lì a fianco». Sì, perché la "buona salute" dei conti della società sembra dipendere dalloperazione Velodromo che andrebbe a coprire i lavori dellopera del noto architetto. Unoperazione, questa, il cui valore si aggira attorno ai 350-300 milioni di euro. Lente pubblico chiede al Campidoglio un nuovo accordo di programma per realizzare sì quattro palazzine da cinque piani, ma anche due "grattacieli" da massimo 90 metri daltezza. «Non faccio il palazzinaro - dichiara Mancini - Nel nuovo Velodromo l80 per cento dellarea è per verde, servizi pubblici e parcheggi e solo il 20 per edilizia residenziale». Insomma, Mancini sembra tralasciare il comparto "Pacifico", a poche centinaia di metri di distanza dal Velodromo, inserito nellaccordo di programma che deve essere ancora sottoposto a valutazione di impatto ambientale dove svettano due torri da circa trenta piani. Oltre alle cubature con destinazione residenziale, il progetto prevede la nuova caserma dei vigili del fuoco. La bordata, poi, arriva dritta ai consiglieri comunali: «Invece di fare polemica sui nostri progetti, potrebbero applicarsi per programmare come sfruttare i 17mila metri quadri destinati al Comune, se farci asili o centri anziani». Sono stati pianificati investimenti per 56milioni di euro in favore della collettività, tra oneri concessori e opere a "scomputo" realizzate da chi propone il progetto. «Siamo stati contrari allaccordo di programma precedente, tra laltro bocciato dal Tar. E lo abbiamo combattuto sin dal 2007. Questo che ci viene proposto non è da meno perché il peso urbanistico, rafforzato allepoca della F1 e che è rimasto invariato, grava su quel quadrante e non basteranno a compensarlo nemmeno le opere pubbliche previste», ammette Cristina Lattanzi del comitato salute ed ambiente Eur. Assicurano battaglia i creatori del movimento "Atuttaleur", Matilde Spadaro e Vincenzo Vecchio: «Il risultato del referendum cittadino è chiaro: il 99 dei votanti dice no al cemento nel Velodromo. Coinvolgeremo gli urbanisti e tutte le persone di cultura che nel 2007 sottoscrissero un appello per la ristrutturazione dellimpianto. Oltre a questi ci stiamo già muovendo per sollecitare lintervento di urbanisti, uomini di cultura e personalità autorevoli».
ROMA - "Sì al progetto Velodromo o la Nuvola non si farà"
Riassunto in 200 parole:
Lultimatum di Eur Spa, società gestitrice del quartiere dellEur, è stato presentato al Comune di Roma. Il monito è rivolto alla commissione Urbanistica, che deve approvare i progetti di valorizzazione del patrimonio della società al 90 per cento del Tesoro e al 10 per cento del Comune. Se non ci sarà il rilancio del Velodromo, lultimatum prevede che Eur Spa chieda agli azionisti di intervenire. Il Velodromo dovrebbe essere concluso entro il 30 gennaio 2013, mentre la Nuvola di Fuksas è ancora in fase di costruzione e richiede 180 milioni di euro.
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