Facendo seguito a ciò che sta accadendo a Pompei, anche la direzione del Polo Museale di Firenze pare che entro la fine di questo mese spedisca le lettere d'invito alle aziende ritenute idonee a partecipare alla gara d'appalto per il primo dei tre raggruppamenti di servizi aggiuntivi ai musei del Polo, cioè quello della ristorazione. La notizia, in sé importante, è però foriera di un'altra speranza: la riapertura della Kaffeehaus del Giardino di Boboli. Questa, sarà bene ricordarlo, è chiusa da ben 8 anni: 2 per i restauri e oltre 6 di inspiegabile ritardo. In tutto questo tempo lo storico edificio lorenese poteva essere sfruttato come luogo di ristorazione ma per mille (altrettanto inspiegabili e ingiustificabili) motivi le sue porte sono rimaste sbarrate. Anzi, come appare ben evidente dalla fotografia di corredo, in seguito alle piogge di qualche settimana fa, il terreno circostante è franato ampiamente, evidenziando dei seri problemi idrogeologici della zona, per altro già noti. La volontà di rimettere in moto il lentissimo meccanismo dei bandi di gara per i servizi aggiuntivi nei museo del Polo Museale fiorentino, quindi, tocca anche la Kaffeehaus perché la ristorazione riguarderà, oltre l'edificio lorenese, anche il punto ristoro della Galleria degli Uffizi e Corridoio Vasariano (secondo piano del terzo corridoio, servizio già presente) e quello di Palazzo Pitti (accesso dal Cortile dell'Ammannati, servizio già presente). A tal scopo sorgono almeno due perplessità: così com'è, la Kaffeehaus è inaccessibile ai portatori di handicap e non si capisce perché, in tutti questi anni «persi», nessuno abbia pensato a far svolgere i necessari lavori di adattamento dell'edificio alle norme vigenti. Il secondo interrogativo riguarda il «fantomatico» nuovo ristorante degli Uffizi che doveva nascere alle spalle della Loggia dei Lanzi (dove ora sono le Reali Poste) - come risulta dai progetti ancora presenti sul sito web www.nuoviuffizi.it - ma che tra le sedi oggetto dell'affidamento dei servizi ristoro è scomparso. Che fine ha fatto? E poi viene naturale domandarsi il perché di tutto questo ritardo nell'attivazione delle procedure di gara così come rimane difficile capire perché anche degli altri raggruppamenti di servizi (editoria e biglietterie e mostre) ancora non si parli. Il ministero retto da Galan detta le linee guida ma non impone i tempi. Quindi non è responsabile del ritardo. Una maggiore trasparenza di ciò che accade nella gestione dei beni culturali sicuramente gioverebbe.