CAPRI. Il temuto black-out, che avrebbe paralizzato l'intera isola, per ora non c'è stato. A Capri la vita scorre tranquilla nonostante il paventato distacco di corrente elettrica che potrebbe arrivare da un momento all'altro per ordine dei magistrati. La Sippic, titolare della centrale elettrica, riferisce di aver adempiuto alle prescrizioni imposte e per dimostrare questo ha presentato una nuova relazione tecnica in Procura ed ha chiesto un'ispezione congiunta. La nuova perizia è al vaglio degli inquirenti ma è in netto contrasto con le due relazioni dei periti della Procura e dal Ministero dello sviluppo economico dalle quali emergerebbe che i lavori prescritti non sarebbero stati effettuati. Gli atti adesso dovrebbero passare dalla Procura al gip del tribunale di Napoli, la cui pronuncia in merito alla richiesta di revoca della facoltà d'uso della centrale per il mancato ottemperamento di norme anti-inquinamento potrebbe arrivare a stretto giro di posta. Sul rischio di blackout elettrico come conseguenza della chiusura della centrale di Marina Grande ieri mattina è intervenuto il sottosegretario ai beni culturali Riccardo Villari che ha reso noto di aver avuto rassicurazioni dal ministro dello sviluppo economico Paolo Romani «sull'interessamento che il Ministero ha riservato alla situazione considerando la priorità per l'isola». Allo scopo il ministro Romani, secondo quanto riferito da Villari, «ha parlato di un contatto diretto tra Ministero e Procura di Napoli per evitare responsabilmente che sull'isola vi siano black-out elettrici». L'intenzione è stata riconfermata ieri a Villari che ha informato gli amministratori locali. Che però non appaiono soddisfatti né si mostrano tranquilli e chiedono risposte ufficiali dalle autorità. «In assenza di notizie ufficiali», i due sindaci isolani, Ciro Lembo di Capri e Franco Cerrotta di Anacapri, hanno inviato infatti ieri un documento al presidente della Regione e a quello della Provincia, al procuratore della Repubblica Lepore, all'aggiunto De Chiara e al pm Biscaglia, al capo dipartimento della Protezione e al prefetto di Napoli, in cui esprimono «forte rammarico per non essere stati finora in grado di ottenere, malgrado ripetute richieste e nonostante la gravità e l'eccezionalità del problema, una convocazione da parte del ministro Romani, del governatore Caldoro e del presidente Cesaro», e nemmeno, sottolineano i sindaci, «una semplice nota scritta di interessamento». «Chiediamo urgenti indicazioni per essere informati su quali provvedimenti sono stati presi, in ordine alla paventata interruzione dell'energia elettrica sull'isola di Capri», aggiungono i primi cittadini dell'isola. Lembo e Corrotta, infine, annunciano che, «in considerazione dello scenario apocalittico che si profila in mancanza di un riscontro scritto a strettissimo giro», saranno costretti «a mettere in atto tutte le iniziative, anche mediatiche, a tutela della cittadinanza e degli ospiti dell'isola».