Claudio Salsi, direttore dei Musei: a settembre incontro col Ministero MILANO LA DIASPORA di arredi risorgimentali da Milano alla Villa Reale di Monza non impoverirà la Gam né Palazzo Reale, assicura Claudio Salsi, direttore del settore musei del Comune. «Le Sovrintendenze stanno trasferendo oggetti di propria pertinenza: tutto ciò che proviene dalle dimore reali è proprietà dello Stato». Non tutto ciò che arreda l'ex reggia e la nostra Villa Reale, quella di via Palestro: molti mobili appartengono al Comune, via donazioni. Ma gli altri sono in deposito, e il Ministero dei Beni culturali può disporne come vuole. «Si stanno muovendo con grande sensibilità, per valorizzare il patrimonio - rassicura Salsi -. A settembre ci incontreremo per fare il punto». Sui trasferimenti figli di un censimento che il Ministero ha avviato l'anno scorso, accelerati dalla mostra sulla Regina Margherita che a settembre arriva alla Villa di Monza. E qualcosa, ventila il consorzio che la gestisce, potrebbe restarci. Salsi blinda due opere in prestito: la statua di Masaniello di Puttinati e il «Pranzo a Posillipo» di De Nittis «torneranno al Museo del Risorgimento e alla Gam». All'incontro post-estivo si ridiscuteranno l'assetto della Villa e di Palazzo Reale. «Due situazioni molto diverse. A Palazzo gli arredi hanno un senso filologico». Lo stesso Salsi, con altri studiosi, a fine anni '90 ha curato un'ampia ricognizione, pubblicata col titolo «Progetto per un museo della Reggia», che ha permesso «di ricostruire gli addobbi delle sale monumentali sopravvissuti ai bombardamenti, come gli arazzi francesi e i pannelli a parete dell'Appiani». Sono questi, insiste, i pezzi forti dell'arredamento", insieme ad «oggetti che sono in sé opere d'arte», e i trasferimenti, finora, non li hanno toccati. In via Palestro, invece, «non c'è un senso filologico: è una pinacoteca». Da ripensare in complementarità col nuovo Museo del '900: anche del suo rilancio si discuterà a settembre. «Auspico un miglior collegamento tra le residenze reali di Milano e Monza - conclude Salsi - ma anche tra i nostri musei, da promuovere in ottica "diffusa"». E cita «La galleria delle battaglie» a Palazzo Reale, mostra-volano per il Museo del Risorgimento; quello che nei primi sei mesi di quest'anno ha già avuto 11.873 visitatori, più degli 11.734 che l'avevano visto nell'intero 2010.