TORINO. Nella Sala dell'orologio del comune di Torino il tempo di Torino 2006 sembra accelerare. Mario Pescante incanta gli esponenti del consiglio comunale deputati a vigilare sull'andamento dei lavori per i Giochi olimpici e garantisce che non ci saranno brutte sorprese. Positivo anche il rendez vous precedente con Regione e Provincia. «Le Olimpiadi si faranno e saranno le più belle». In realtà tanto ottimismo è frutto degli incontri romani del giorno prima ai quali ha partecipato anche il presidente del Toroc, Valentino Castellani, attaccato nel pomeriggio, a distanza, dal ministro delle telecomunicazioni Maurizio Gasparri. «Abbiamo avuto incontri con le massime istituzioni e sono convinto che nel giro di pochissimi giorni, forse 48 ore, potremo spiegare come riusciremo a convivere con un bilancio che con un lavoro di "decurtazione" di oltre 68 milioni di euro non presenta un disavanzo di 223 milioni di euro ma 155». Dopo aver confermato che il Toroc manterrà la natura giuridica di ente privato ha spiegato che in questo momento il problema non è tanto il "quanto" ma il "come". Ovvero, i soldi sono stati trovati per riequilibrare i conti, occorre però individuare la forma corretta per dirottarli. Si spiega così l'incontro con S.I. Sistema Italia, l'agenzia per lo sviluppo dell'impresa e l'attrazione degli investimentii Per cercare di smuovere i meccanismi ha incontrato il sottosegretario Gianni Letta e il Ministro dell'economia Domenico Siniscalco. «Se queste Olimpiadi dovessero fallire sarebbe una sconfitta per l'Italia intera davanti al mondo. Lo ripeto, sono fiducioso, anche perché nella mia lunga esperienza olimpica posso dire che a circa un anno dall'inizio della manifestazione ho assistito alle stesse paure che in questi ultimi tempi fanno tanto parlare. Ad Atene lo stadio è stato ultimato nelle ultime ore. Qui non ci sono ritardi nelle infrastrutture sportive». Sull'indifferenza della Rai, Pescante tira le orecchie alle forze locali che non hanno saputo proporre idee che avessero un appeal anche in termini di audience. «Chiederò una puntata di Porta a Porta». Poi un invito a Juventus e Torino per ospitare la mascotte dei Giochi prima dell'inizio delle rispettive partite. La dialettica di Pescante ha contagiato la platea subalpina dopo che il supervisore ha invocato la tregua politica, «una prassi in questi casi, che non a caso ha caratterizzato anche gli ultimi mesi che hanno preceduto i Giochi di Atene. Ma le Olimpiadi stanno andando verso un gigantismo che non mi piace. Le grandi città fanno a gara per ospitare le Olimpiadi. Ma chi si preoccupa dello spirito olimpico, dei valori quali la tolleranza e la pace che sono propri dei Giochi? Promuoveremo un progetto nelle scuole elementari per sensibilizzare i bambini su cosa è una Olimpiade». Se tutte queste parole avranno diritto a diventare fatti concreti lo si saprà nel giro di una decina di giorni. Quando il cda del Toroc dovrà approvare un bilancio da ossigenare con l'intervento di S.I e un disegno legge con finanziamenti (20 milioni di euro) per le Paralirnpiadi di Torino. In arrivo un "Gratta e Vinci" dedicato.