Lok dal mondo dellarte "Ma alla città serve di più" Rampello: dubbi sul nuovo museo a Citylife Il ditone di marmo sembra ormai digerito, ma larte contemporanea a Milano ha bisogno di qualche marcia in più per decollare veramente. Con un nuovo museo? Con la valorizzazione delle tante gallerie cittadine che sono un indubbio punto di forza della città? O con altre iniziative? «Il senso ironico dellopera di Cattelan si è esaurito velocemente - esordisce lo storico dellarte Carlo Bertelli - . Chi ci passa davanti oggi non coglie più laspetto sarcastico di sfida alla Borsa, vede solo un monumento. Quella mano sembra più mutilata che beffarda e per me può rimanere lì senza alcun fastidio moralistico. È unaggiunta alla qualità della bellissima piazza, unopera monumentale nata come operazione effimera. Ci sta bene». Sul resto, per Bertelli a Milano «cè unaria di stanca e di seconda mano, si seguono fenomeni già consacrati altrove e lunica spinta arriva dalle gallerie, che però non riescono a mobilitare il giro degli artisti nuovi, propongono cose già affermate. Non cè nulla che nasca qui». Una città che per molti anni è stata «sfiduciata, ma ora la fiducia cè e forse le cose cambieranno». Se per lo storico dellarte un museo di arte contemporanea «serve assolutamente a Milano», più perplesso è lex assessore alla Cultura Salvatore Carrubba, ora presidente dellAccademia di Belle Arti di Brera. Perplesso sul fatto che la scultura di Cattelan rimanga davanti alla Borsa - «Una collocazione poco idonea, ma certo è bene che lopera resti a Milano» - e scettico sul fatto che un museo di arte contemporanea sia proprio necessario. «Più che un museo servirebbe un sistema, una rete flessibile di produzione della contemporaneità - dice - oltre a strumenti per tutelare, rafforzare la creatività, più centri di formazione, conoscenza e diffusione, partendo da quello che già cè, come lAccademia, per esempio. Risorse che andrebbero meglio conosciute e valorizzate. Tutto questo fa più bene ai giovani artisti che non un museo dove si musealizzano i maestri». Anche Davide Rampello, presidente della Triennale, uno dei primi sostenitori del museo di arte contemporanea, ora ci ripensa un po. «Sono cambiati molti fattori, va fatta una considerazione più approfondita sul museo che ha costi di gestione considerevoli - spiega - . Ma intanto comunichiamo e valorizziamo il patrimonio che abbiamo, fondazioni, gallerie, spazi. Milano ha una serie di gallerie e di collezionisti formidabili che vanno sostenuti, ma larte contemporanea che qui passa andrebbe comunicata meglio e avvicinata ad un pubblico più vasto. Manca una fruizione ampia». E sul dito di Cattelan non ha dubbi: «Se la si voleva fare temporanea questopera non andava costruita in marmo. Ora è un segno che deve restare, è consona allo stile razional-metafisico della piazza. Sembra un frammento di statua colossale realizzata negli anni '30. Fa parte del paesaggio. Se dovesse essere tolta si noterebbe una mancanza». Lopera - «controversa, e larte pubblica ha proprio questa specificità» - dovrebbe restare anche secondo Marina Pugliese, direttrice del Museo del '900, per la quale «è indiscutibile che ci sia prima o poi bisogno di un museo di arte contemporanea a Milano». Mentre il gallerista Massimo De Carlo è decisamente contro. «La città - spiega - ha luoghi fortemente propositivi per larte, inutile spendere milioni per un progetto su cui poi non ci saranno soldi da investire. Credo che ci sia da recuperare sapere e professionalità, e da valorizzare i luoghi che già esistono. Ogni luogo va bene se riesce a diventare agli occhi della gente un luogo di arte contemporanea. Però deve essere affidato a persone che conoscono la materia e che hanno un sapere da poter comunicare».
MILANO - Storici ed esperti a confronto sul futuro del contemporaneo a Milano
L'opera di Cattelan, "Ma alla città serve di più", è stata installata davanti alla Borsa di Milano. Lo storico dell'arte Carlo Bertelli considera l'opera come un monumento che non ha più il senso sarcastico di sfida alla Borsa. Il presidente dell'Accademia di Belle Arti di Brera, Salvatore Carrubba, è scettico sul fatto che un museo di arte contemporanea sia necessario a Milano. Piuttosto, pensa che servirebbe un sistema di produzione della contemporaneità con centri di formazione e diffusione. Il presidente della Triennale, Davide Rampello, ha cambiato idea sul museo di arte contemporanea e pensa che la città debba valorizzare il patrimonio artistico esistente, come le gallerie e le fondazioni.
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