Pensionato di 68 anni denunciato per ricettazione e possesso di beni sottoposti alla tutela dello Stato Riccardo D'Andrea Una casa di Curcuraci trasformata in un museo. All'interno un vasto campionario di reperti di epoca greco-romana, sistemati con cura nelle varie stanze, catalogati a seconda del genere e del periodo storico di appartenenza. Un piccolo tesoro formato da anfore, monete, vasi, piatti bronzei, collane e perfino un busto di donna. Roba di cui vantarsi. Non si faceva mancare nulla G.R., 68 anni, pensionato, ex sub con la passione dell'archeologia. Ma dopo il blitz della Guardia di finanza la sua abitazione è stata svuotata di ogni cosa. Secondo i militari, infatti, si tratta di beni sottoposti a tutela. Inoltre, gli oggetti, di ingente valore economico e storico, sarebbero stati acquisiti nel mercato clandestino dei tombaroli e detenuti abusivamente. Il sessantottenne li avrebbe accumulati in molti anni, un pezzo dietro l'altro, fino a comporre un puzzle prezioso. Non credevano ai loro occhi i finanzieri protagonisti dell'incursione. Addirittura G.R. avrebbe raccomandato di maneggiare con cura i reperti più preziosi. Le Fiamme gialle gli hanno risposto di non preoccuparsi. Hanno prelevato ogni "ben di Dio" e denunciato l'uomo per ricettazione e violazione dell'art. 10 del decreto legge n. 42 del 2004, in base al quale tra i beni culturali rientrano «le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, Regioni, enti pubblici e istituti, di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico». Alla fine sono stati sequestrati 360 oggetti, tra cui 89 monete d'argento e di bronzo, 4 anelli, vasi, anforette, 2 collane di pasta vitrea, ciotole, statuine in bronzo, un busto di donna e altri pezzi pronti forse anche per essere rivenduti nel mercato clandestino. I particolari dell'operazione sono stati resi noti ieri mattina durante una conferenza stampa al Comando provinciale della Guardia di finanza. Particolarmente soddisfatto il comandante Decio Paparoni, il quale ha spiegato che il tesoro si trovava a casa di un insospettabile, stanato grazie a un'intensa attività investigativa. «A prima vista ha aggiunto si potrebbe stimare in circa 100 mila euro il valore dei beni. Ma sarà la Soprintendenza ai beni culturali a eseguire una perizia più attenta, cercando di accertare l'eventuale presenza di falsi». Il tenente Michele Milazzo, comandante della Compagnia GdF di Messina, ha suggerito di «allestire una mostra per rendere fruibile il patrimonio scoperto». In quest'ambito rientra anche la brillante operazione condotta sempre dalle Fiamme gialle peloritane, nell'ambito della quale, all'interno di un appartamento della zona nord della città, sono stati trovati altri due reperti del gruppo di Filicudi, risalenti al I e II secolo a.C. Un cinquantenne, G. L., è stato segnalato all'autorità giudiziaria con le stesse accuse mosse al pensionato sessantottenne. Xxx
SICILIA - A Curcuraci scovato un tesoro archeologico
Un pensionato di 68 anni, G.R., è stato denunciato per ricettazione e violazione dell'art. 10 del decreto legge n. 42 del 2004. La Guardia di finanza ha sequestrato 360 oggetti, tra cui monete, anfore, vasi e statuine, dalla sua abitazione a Curcuraci. I reperti sono stati trovati in un museo creato all'interno della casa, con oggetti catalogati a seconda del genere e del periodo storico di appartenenza. Secondo la Guardia di finanza, i beni sono stati acquisiti nel mercato clandestino dei tombaroli e detenuti abusivamente. La Soprintendenza ai beni culturali dovrà eseguire una perizia per accertare l'eventuale presenza di falsi.
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