Francesco Valenzano Presidente Italia Nostra Sezione di Piacenza Le condizioni del Palazzo dal Tribunale Il Consiglio direttivo della sezione di Piacenza di Italia Nostra ha preso in esame (nella sua ultima riunione) le precarie condizioni di Palazzo Landi di via del Consiglio, sede del Tribunale, anche alla luce delle risultanze del sopralluogo congiunto promosso nei giorni scorsi dal presidente in carica del Tribunale, cui va un vivo ringraziamento perla fiducia dimostrata nei confronti di Italia Nostra. Nel corso del sopralluogo si sono riscontrati preoccupanti segni di degrado strutturale e carenze funzionali, in parte dovuti alla vetustà dell'edificio risalente al Quattrocento, in parte agli interventi di restauro effettuati anche in tempi moderni, evidentemente non all'altezza delle esigenze di efficienza e di sicurezza di un edificio pubblico destinato ad una funzione di primaria importanza istituzionale e sociale quale è quella dell'Amministrazione della giustizia in un Paese tra i più industrializzati come l'Italia. Tra i segni di degrado e inefficienza più appariscenti si segnala: la caduta di calcinacci dai cornicioni che ha richiesto la transennatura del palazzo per motivi di sicurezza, l'impraticabilità del pavimento del cortile grande che si presenta alquanto sconnesso, la puntellatura delle volte di locali a pianoterra destinati ad archivio che pertanto risultano inagibili, la rimozione parziale del pavimento di un ufficio al primo piano resasi necessaria per individuare una perdita d'acqua del vetusto impianto di riscaldamento apparentemente non a norma, la sistemazione di archivi nel sottotetto in carenza di adeguate misure di protezione e sicurezza, la mancanza di un efficiente sistema di aria condizionata... Per quanto riguarda, in particolare, la sistemazione attuale della sezione penale, oltre alle crepe nei muri o agli intonaci screpolati, alla inadeguatezza dei servizi igienici, al deterioramento degli infissi, alla sistemazione provvisoria dell'archivio lungo il corridoio e ad altre carenze funzionali comuni al resto dell'edificio, si segnala la ristrettezza dei locali destinati ad uffici e ad aule di udienza che risultano sovraffollati, con evidente disagio per il personale dipendente, per le figure professionali e per il pubblico che frequentano la Sezione. Per quanto sopra sommariamente descritto, il Consiglio direttivo ritiene particolarmente urgente un progetto organico di recupero e adeguato restauro dell'insigne monumento, bene tutelato, patrimonio della collettività, che potrebbe anche essere realizzato per stralci, in considerazione della rilevanza delle risorse necessarie, non facilmente disponibili nell'attuale congiuntura economica, e della comprensibile esigenza della continuità funzionale degli uffici giudiziari. A fronte delle preoccupanti condizioni del palazzo di Giustizia, il Consiglio direttivo non può fare a meno tuttavia di rilevare come a distanza di ben 8 anni dalla conclusione dei lavori di ristrutturazione dell'edificio del Barborini annesso a Palazzo Madama, rimanga tuttora irrisolto il problema della sua utilizzazione. A tale proposito giova ricordare che la ristrutturazione del suddetto edificio rientrava nell'ambito di una generale denominazione dalla Cittadella Giudiziaria richiesta negli anni Novanta del Novecento dagli organici degli uffici giudiziari ed approvata da una commissione prefettizia appositamente costituita composta da rappresentanti di ben 5 ministeri, del Comune e dell'Ordine degli avvocati di Piacenza. E' superfluo sottolineare che la mancata utilizzazione comporta il grave rischio del deterioramento dell'edificio da non uso, specie degli impianti tecnologici, con prevedibile deplorevole danno per lo casse dello Stato. Il Consiglio direttivo ritiene opportuno aggiungere che in seguito all'accorato appello di Italia Nostra che sollecitava l'utilizzo dell'immobile, ristrutturato con notevole impegno di denaro pubblico (4 miliardi e 440 milioni di lire), rivolto nel dicembre 2009 ai ministri di Giustizia e dei Beni Culturali, la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Parma e Piacenza, con nota del marzo 2010, precisava che "l'immobile in oggetto dovrà essere assunto in consistenza fra i beni patrimoniali dello Stato e successivamente consegnato in uso governativo all'Amministrazione comunale di Piacenza"che a sua volta dovrà poi consegnarlo all'Amministrazione Giudiziaria. Appare quindi incomprensibile la persistente inerzia degli organi competenti, che non fa che peggiorare una situazione già grave, a scapito del diritto fondamentale della collettività all'efficienza delle istituzioni pubbliche. Il Consiglio direttivo ritiene pertanto indispensabile che vengano superati con la necessaria sollecitudine gli ostacoli meramente burocratici che si oppongono all'effettivo utilizzo dell'edificio del Barborini.Verrebbe così favorita la soluzione dei problemi del Tribunale, che potrebbe essere realizzata anche per gradi,trasferendo ad esempio provvisoriamente gli uffici, che attualmente si trovano in locali inadeguati del Palazzo Landi necessitanti interventi di restauro, nelle sale ristrutturate del capace (3.837 mq!) edificio del Barborini. In tal modo si potrebbero ottenere due risultati apprezzabili: realizzare sia pure gradualmente il recupero altrimenti problematico del palazzo del Tribunale ed assicurare nel contempo la necessaria continuità di una funzione importante come quella giudiziaria.
Piacenza. Favorire l'effettivo utilizzo dell'edificio del Barborini
Il Consiglio direttivo della sezione di Piacenza di Italia Nostra ha preso in esame le condizioni del Palazzo Landi di via del Consiglio, sede del Tribunale. Il palazzo presenta segni di degrado strutturale e carenze funzionali, dovuti alla vetustà dell'edificio e agli interventi di restauro non all'altezza delle esigenze di efficienza e sicurezza. Tra i segni di degrado più appariscenti si segnalano la caduta di calcinacci, l'impraticabilità del pavimento del cortile, la puntellatura delle volte di locali a pianoterra, la rimozione parziale del pavimento di un ufficio e la mancanza di un efficiente sistema di aria condizionata.
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