PESCHIERA. L'ispettore della Soprintendenza veneta: «Premio a 12 anni di lavoro». Galan: «Ora va restituita visibilità a questo patrimonio» Gli insediamenti del Frassino e località Belvedere, unici scelti per il Benaco, tra i 111 luoghi individuati lungo l'arco alpino I siti palafitticoli di Peschiera di località Belvedere e del laghetto del Frassino sono entrati a far parte del Patrimonio mondiale dell'Unesco. La decisione è stata presa a Parigi dal Comitato patrimonio mondiale. I siti arilicensi, unici del Garda, fanno parte del progetto seriale «Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino» partito dalla Svizzera e che include siti presenti in sei Paesi: oltre a Svizzera e Italia, Austria, Francia, Germania e Slovenia. Si tratta di 111 villaggi palafitticoli ritenuti i più interessanti tra i circa 1000 siti noti. Il sito seriale è composto dai resti di insediamenti preistorici databili fra il 5000 e il 500 avanti Cristo. Si tratta di siti sponda-li, sulle rive di laghi o di fiumi o in torbiere, come il laghetto del Frassino, che hanno consentito un'eccellente conservazione dei materiali organici. «È un risultato straordinario e di grande soddisfazione», commenta Francesco Giardina, ispettore onorario della Soprintendenza archeologica del Veneto, che ha personalmente seguito le dodici campagne di rilevamento topografico del sito Belvedere oltre ad avervi organizzato corsi di archeologia subacquea insieme alla «Associazione culturale subacquea del lago di Garda Unio» e alla Scuola internazionale di archeologia lacustre con la direzione scientifica di Luigi Fozzati della Soprintendenza regionale. «La ricerca dati e documenti per i nostri due siti di Peschiera è stata curata da Luciano Salzani della Soprintendenza di Verona», continua Giardina. «La documentazione raccolta, un volume di 400 pagine per ognuno dei siti, è stata inviata a Roma, al ministero competente, che ha fatto una prima scrematura. Sul Garda, ad esempio, c'era anche il sito di Lazise di località La Quercia che però è stato scartato. Roma ha quindi spedito tutto a Parigi dove la commissione Unesco, per l'Italia, ha inserito nel patrimonio per l'Italia 19 aree archeologiche palafitticoli dell'arco alpino tra cui i due di Peschiera, gli unici del lago di Garda». Trentamila metri quadrati: è l'estensione del sito di località Belvedere «che per quanto ci hanno detto le analisi dei legni e dei materiali ritrovati dovrebbe essere il più grande e il più antico del Garda. Dovrebbe essere stato abitato in tutte e tre le Età del Bronzo. Tra i reperti che vi abbiamo trovato in 12 anni di lavoro», ricorda Giardina, «una piccola ciotola con all'interno alcuni semi di corniolo e una spiga fossilizzata». Ben inferiore l'ampiezza del sito palafitticolo del laghetto del Frassino «che è però molto rilevante per la qualità del materiale ceramico ritrovato: essendo una torbiera, un lago chiuso quindi senza moto ondoso gli oggetti sono stati rinvenuti molto più integri di quanto non sia accaduto al Belvedere. Lì sono state fatte nove campagne di lavoro, seguite in particolare dal dottor Fozzati, e tutte nei mesi invernali perché con il freddo l'acqua decanta e diviene più limpida». Tra i commenti positivi alla notizia dell'iscrizione nella lista Unesco di questi siti anche quello del ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan che ha parlato di «conferma di un indiscusso patrimonio dovuto ad un patrimonio culturale e paesaggistico ricco e diffuso, frutto della millenaria intera-zione tra uomo e natura sul nostro territorio. Ora è nostro dovere adoperarci che questo riconoscimento sia il punto di partenza per restituire visibilità a questo patrimonio». «Non possiamo che concordare con questa dichiarazione», aggiunge Mauro Silva, dell'associazione Unio, «perché tra le ricadute positive per queste ambiti c'è sicuramente una loro maggiore tutela, visto l'interesse sovranazionale in cui ora sono inseriti; e la speranza che si possano trovare le risorse per proseguire le ricerche topografiche, sui materiali e sulle modalità di vita di quelle comunità».