Oggi l'inaugurazione dei restauri col vescovo Bianchi e la Fondazione Caripit che li ha finanziati Festa grande domani a Campeda Nuova, per l'inaugurazione dei restauri alla chiesa di Santi Giuseppe e Ignazio. Campeda Nuova, con Campeda Vecchia, poco più in alto, è una minifrazione nel comune di Sambuca, sul versante a destra del fiume Reno, scendendo da Pracchia. Vi si arriva attraversando un ponte a Molino del Pallone (provincia di Bologna), risalendo poi per circa un chilometro: strada stretta e senso unico alternato. Essendo l'appuntamento al mattino, per le 10,30, dalle 9,15 sarà predisposto un servizio navetta dalla stazione di Molino del Pallone. E' prevista la presenza del vescovo di Pistoia, monsignor Mansueto Bianchi, dell'architetto Sergio Sernissi della soprintendenza per i beni architettonici e del professor Ivano Paci, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, il cui contributo è stato determenante per l'esecuzione dei lavori. Il sindaco Marcello Melani farà gli onori di casa. Ai saluti di rito, faranno seguito una breve ricognizione dei lavori eseguiti, la celebrazione della messa ed un festoso prosit alla "rinascita" della chiesetta, offerto dalla locale pro loco. Campeda, prima solo oratorio, è parrocchia dal 1785, per volontà dell'illuminato vescovo Scipione de' Ricci. Per lungo tempo è stata luogo di boscaioli e pastori, ma soprattutto dagli anni Sessanta del secolo scorso, subisce un progressivo abbandono, finchè nel 1986 anche la parrocchia viene soppressa. La sua chiesa, abbandonata a se stessa, minacciava ormai di crollare. Gli "ultimi campedani" hanno perciò lanciato l'Sos, che la diocesi di Pistoia e la Fondazione Caripit hanno ricevuto. Sono state consolidate le strutture murarie e ripristinati i tetti, anche della sagrestia, mentre il campanile ha ritrovato la copertura in conci di pietra. A sua volta, l'interno è stato riportato ai fasti di metà Ottocento. Specificatamente, sono stati rifatti gli iontonaci delle pareti interne e dei soffitti, eseguiti interventi di restauro lapideo di mostre e gradiuni dei tre altari, effettuati gli oppportuni consolidamenti, stuccature e sigillature, rifatti calchi in gesso di putti e decorazioni presso gli altari.