CASTELFRANCO. Il sindaco di Castelfranco, Maria Gomierato, ed il monsignor Lino Cusinato, parroco del Duomo prendono carta e penna e scrivono al ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani: «Ci aiuti a farci restituire la Pala del Giorgione». Da anni ormai, la splendida opera attribuita al maestro Giorgione è lontana dalla Cappella Costanzo nel Duomo cittadino, sede che l'ha ospitata per secoli. La separazione forzata tra i castellani ed il loro gioiello è datata febbraio 2001 quando, a seguito della visita dell'allora viceministro ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi, venne deciso l'immediato trasferimento all'Accademia di Venezia per sottoporre il capolavoro ad una lunga e delicatissima opera di restauro. Le condizioni della tavola, infatti, non le consentivano di essere esposta ancora per molto negli ambienti della chiesa, ritenuti assolutamente inadeguati per la sopravvivenza dell'opera. Pena la sua perdita definitiva. Sono occorsi quasi due anni di cure ed un notevolissimo numero di ore di lavoro per recuperare il dipinto ed invertire quel processo che, negli anni precedenti al restauro, aveva innescato un fenomeno di distacco del colore dal legno. Al termine dell'intervento di recupero, nel novembre del 2003, l'opera è stata esposta nelle Gallerie dell'Accademia come lavoro di punta nella mostra dedicata interamente al genio del Giorgione. La mostra, però, si è conclusa a febbraio di quest'anno e, da allora, amministrazione cittadina ed monsignor Cusinato non hanno più avuto comunicazioni ufficiali da Venezia. Durante il restauro, la soprintendenza aveva chiarito che per poter ospitare nuovamente il capolavoro era assolutamente necessario che la parrocchia dotasse il Duomo di un sistema di aerazione e di riscaldamento tale da ridurre al minimo i possibili danni da esposizione. Alla luce di queste imposizioni, amministrazione comunale e parrocchia si attivarono prontamente, con il contributo di Fondazione Cassamarca. Il progetto di adeguamento presentato da don Lino, però, non ha soddisfatto la soprintendenza, che lo ha bocciato. «La stessa soprintendenza però - racconta il sindaco Gomierato -, grazie alla sensibilità dell'allora soprintendente regionale Maria Teresa Gaja Rubin de Cervin, si accollò l'onere di elaborare un nuovo progetto ed ottenere i finanziamenti necessari alla realizzazione dal ministero». Dopo questo accordo, però, non se ne è saputo più nulla e il dipinto rimane conservato in una teca climatizzata nella Galleria dell'Accademia. Là Soprintendenza infatti non ci sente. «Non abbiamo nessuna intenzione di ridare questo capolavoro alla città di Castelfranco se prima non sarà in grado di garantire un ambiente ideale per la conservazione dell'opera - ribatte Giovanna Nepi Scirè, soprintendente del Polo Museale Veneziano - per riportarla alla vita ci sono voluti oltre due anni di lavori di un'equipe formata dai migliori restauratori italiani. Tutt'oggi - aggiunge - la tavola è sottoposta ad un costante e continuo monitoraggio. Attualmente è protetta da una teca di nuovissima concezione (oltre che costosissima) in grado di ricreare al suo interno le condizioni ideali per la sua conservazione. Stiamo facendo un piacere occupandoci del capolavoro, non capisco tutte queste polemiche. Nel momento in cui la cappella del Duomo sarà climatizzata, noi saremo ben felici di rendere l'opera alla città ed ai suoi cittadini. Ma fino ad allora - conclude - riportarla a Castelfranco equivarrebbe a vanificare anni di lavoro. Forse per sempre».
No di Venezia: troppi pericoli
Il sindaco di Castelfranco, Maria Gomierato, e il parroco del Duomo, monsignor Lino Cusinato, hanno scritto al ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani per chiedere aiuto per far restituire la Pala del Giorgione al Duomo cittadino. La pittura è stata trasferita all'Accademia di Venezia nel 2001 per un restauro, ma non è stata restituita a Castelfranco dopo la mostra che si è conclusa a febbraio. La soprintendenza del Polo Museale Veneziano ha rifiutato il progetto di adeguamento del Duomo per ospitare la pittura, ma ha accettato di elaborare un nuovo progetto con il contributo del ministero.
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