Nardella non cede. Duomo, San Lorenzo, Ponte Vecchio: chi se ne andrà Il piano prevede di non rinnovare 245 licenze in scadenza a dicembre Dopo lannuncio choc del taglio del 50 del commercio ambulante nel centro storico, Palazzo Vecchio non si ferma. In vista della scadenza (31 dicembre) delle 529 licenze decennali, il piano (che prevede di non rinnovarne 245) è pronto anche nei dettagli. Fra gli altri, «salteranno» 80 banchi in San Lorenzo, 8 alla Stazione (abside S.M.Novella), 10 in piazza Santa Croce, 23 in Borgo de Greci e piazza San Firenze, 5 in piazza Madonna Aldobrandini, 6 in piazza della Repubblica, 4 esterne alla loggia del Porcellino, 6 in piazza Duomo e San Giovanni, 2 davanti Orsanmichele, 2 di Pontevecchio, giusto per dire i casi più eclatanti (in scadenza ma intoccabili, invece, perché su terreno demaniale, sono altri banchi, come quelli di via Pellicceria). Spiega il vicesindaco Dario Nardella: «Rinnovo tacito delle licenze alla scadenza dei dieci anni previsti dalla legge regionale, non vuol dire affatto rinnovo automatico». A fare la differenza è «lesercizio della responsabilità di governo», ovvero «un piano coraggioso di riqualificazione delle bancarelle turistiche di Firenze». Scelta «obbligata, in una città dichiarata dallUnesco patrimonio dellumanità, ma anche in linea con la Costituzione, che tutela i beni culturali prima degli interessi economici». Palazzo Vecchio sforna i numeri di una situazione giudicata «non più tollerabile»: su 360 posteggi permanenti, spiega il vicesindaco, «ben 237 sono dati in affitto, e di questi circa 6-7 (in San Lorenzo) in subaffitto. Non solo: ci sono 37 casi di doppie concessioni, con una singola persona che gestisce due bancarelle, e famiglie che ne hanno più duna». Traduzione: «Dire che riducendo i banchi si getta la gente sul lastrico è falso. Noi abbiamo di mira la rendita, non il lavoro di chi vive sul serio della sua bancarella». Anziché protestare, perciò, «le categorie avanzino una proposta seria per la lotta alla rendita, per tutelare i posti di lavoro veri, e non quelli abusivi, e anche noi faremo la nostra parte». Battaglia difficile, certo, che un Comune non deve fare da solo: a breve il vicesindaco proporrà un incontro di tutte le città darte della regione, e in prospettiva anche dItalia, per affrontare insieme la questione della tutela dei patrimoni culturali. Perché lo sfondo della battaglia anti-bancarelle è proprio questo e guai a dimenticarlo: «Conciliare leconomia della città con la sua ricchezza artistica. Non si può protestare contro il governo perché privatizza il suolo pubblico delle spiagge, e contro il Comune che cerca di restituire alluso pubblico i monumenti» osserva il vicesindaco, tanto più, aggiunge, di fronte a un rischio concreto: «Non voglio fare allarmismi, ma ricordo che lUnesco impone alle città segnalate un piano di gestione dei proprio beni e di decoro dei luoghi, come elemento cruciale di valutazione. Stare nella top ten, insomma, non è un atto dovuto, dobbiamo meritarcelo».