Il Ministro Galan ha rilasciato alcune dichiarazioni in occasione della presentazione di oggetti archeologici e artistici recuperati dal Nucleo Tutela Patrimonio culturale. Tra gli altri atti da approvare - responsabilità sulle expertise, riduzione delle soprintendenze per limitare gli incarichi ad interim, carcere per i tombaroli ve ne è uno che suona stranamente familiare. Il Ministro invoca un «provvedimento che aiuti a far riemergere i tanti piccoli reperti archeologici che sono "anche in buona fede" nelle case degli italiani». Ebbene questa espressione e la necessità di specificare che non si tratti di un «condono» (excusatio non petita?) richiamano alla memoria altri atti normativi che a più riprese sono stati presentati con il nobile intento di far «riemergere» i beni culturali illecitamente detenuti, ma con il perverso strumento della cancellazione della illecita detenzione. Insomma sorge il sospetto che si tratti, ancora una volta, del famigerato "archeocondono". Vale la pena ricordare i precedenti tentativi di far approvare un simile provvedimento. Nel luglio 2004 è stata presentata la prima proposta in mento, bloccata anche per l'opposizione della società civile; poi, dopo pochi mesi, con alcune modifiche, tale proposta è stata ripresentata grazie all'inserimento nella Finanziaria 2005. Ma anche questo tentativo non ha avuto successo. Dopo la pausa Buttiglione-Rutelli, nel 2008 con il Ministro Bondi, in occasione della discussione della legge Finanziaria per il 2009, sono stati proposti due emendamenti quasi identici a quelli del 2004, ma anche questa volta il tentativo viene bloccato. Più recentemente, nel settembre 2009, è stato presentato l'ordine del giorno di «iniziative perla riemersione dei beni culturali precedenti al 476 d.C. in possesso di privati». Simili operazioni erano state bocciate come una «sanatoria per i tombaroli». Dopo quattro tentativi nel giro di pochi anni si vuole riproporre la medesima soluzione?
Patrimoniosos. Sconti ai tombaroli
Il Ministro Galan ha presentato alcune dichiarazioni in occasione della presentazione di oggetti archeologici e artistici recuperati dal Nucleo Tutela Patrimonio culturale. Tra gli altri atti da approvare, c'è un provvedimento che aiuta a far riemergere i tanti piccoli reperti archeologici che sono "anche in buona fede" nelle case degli italiani. Questo provvedimento richiama la memoria dell'"archeocondono", un provvedimento che è stato presentato più volte nel passato, ma che non ha avuto successo. Nel 2004, nel 2008 e nel 2009, sono stati presentati emendamenti simili, ma tutti sono stati bloccati.
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