Mussomeli. «Mi chiedo come fate voi in Sicilia a non vivere 370 giorni su 365 l'anno di turismo visto il sole e i tesori culturali che avete». La battuta è di un tassista romano, certo avvezzo ai beni culturali, che nel visitare la Sicilia è rimasto basito nell'ammirare tesori misconosciuti. E ovviamente Mussomeli, la capitale del Vallone non fa eccezione. Qui come altrove, non solo non si vive di turismo ma mancano perfino i presupposti per «impacchettare» un'offerta turistico-culturale per i tanti che vorrebbero staccare la spina dal caos delle città. Macché: da oltre due anni non funziona neppure il sito della pro-loco che dovrebbe essere l'associazione principe nel promuovere il patrimonio locale. E sorvolando sul trecentesco maniero manfredonico-chiaramontano, sito conosciutissimo e molto visitato ma che non produce ricchezza né indotto, rimangono ignorati gli altri due importanti siti archeologici: Polizzello e Raffe. Si tratta di due antichissimi villaggi sicani. Nel primo, pochi addietro, durante una campagna di scavi, la sovrintendenza all'interno di un sacello, rinvenne un elmo cretese databile al VII-VI secolo a. C., unico manufatto di tal genere proveniente da una ricerca archeologica, identico ad un altro elmo cretese, proveniente da una collezione privata di Arkades, a Creta, poi acquistato dal museo di Amburgo. Quell'elmo ritrovato nel sito indigeno di Polizzello forniva la prova che i cretesi ebbero contatti coi sicani e fu il pezzo forte della mostra che si tenne dal 12 gennaio al 15 febbraio 2006, all'Helms Museum di Amburgo. Ebbene Polizzello è chiuso da anni mentre Raffe, anch'esso chiuso da sempre, solo nelle scorse settimane è stato riaperto al pubblico (in caso contrario bisognava restituire cospicui finanziamenti regionali) ma da qui a parlare di circuito culturale ce n'è corre. E l'elenco potrebbe continuare con le chiese, le confraternite, i bevai e altri sito come Cangioli e Girafi. Roberto Mistretta 14072011