Gela. Se nella capitale quattro bellissime navi romane scoperte negli anni Sessanta ed il loro carico hanno un museo a Fiumicino che però è chiuso da dieci anni, a Gela i legni restaurati di una nave greca del VI sec. A.C, stanno chiusi in una cassetta custodita al Museo di Caltanissetta perché la nave non ha un museo che possa ospitarla. E il reperto dove lo metto? La storia della nave greca è metafora del rapporto tra la politica ed i beni culturali nella nostra terra. Ventitrè anni sono passati dal giorno del ritrovamento della nave greco-arcaica che i fondali sabbiosi di Gela hanno custodito per 2000 anni. Ci sono voluti 23 anni per le indagini archeologiche subacque e per recuperare i legni in due diverse campagne l'ultima delle quali nel luglio 1998. Un recupero a passi da tartaruga in una Sicilia dove ai Beni culturali vengono riservate le briciole. Tra mille peripezie si sono trovati comunque i fondi per il recupero. Nel novembre del 2004 alcuni dei legni della nave greca sono stati recuperati dal mare e spediti dalla Soprintendenza di Caltanissetta presso il laboratorio Mary Rose Archeological Services di Portsmouth in Gran Bretagna, un'istituzione internazionale presieduta dal principe Carlo d'Inghilterra. Per restaurare i legni sono passati cinque anni. Tempi prevedibili perché i legni antichi vanno immersi in enormi vasche, in un liquido denominato Peg (polietilenglicole): la metodologia applicata consiste nella graduale sostituzione dell'acqua contenuta all'interno della struttura microscopica del legno, con le molecole del polimero. A questo punto può essere esposto in ambienti con adeguata temperatura. Nel 2004 si disse che quei 5 anni sarebbero serviti a creare il museo della navigazione a Bosco Littorio, l'area archeologica che sorge di fronte al luogo in cui il relitto si arenò e dove sono stati trovati i resti dell'emporio arcaico, i luoghi in cui venivano scaricate le mercanzie che le navi portavano dalla Grecia alla Sicilia. Ebbene no, il museo non c'è ancora e nemmeno si intravede all'orizzonte. Nel 2004 i soldi per il museo della navigazione in cui esporre i resti di quella nave (ma anche di altre due imbarcazioni ancora da recuperare) c'erano: 5 miliardi di lire che la Regione recuperò dai proventi del Lotto. Alcuni anni dopo però quei fondi la Regione li stava stornando e furono recuperati in extremis. Ma forse poi sparirirono e fu necessario reperirli altrove, in un caos di cifre e stanziamenti sempre più complicato. Lento, 14072011