La tesi dell'avvocato dello Stato. Nella nuova udienza presentate altre richieste al magistrato Fano Un nulla di fatto ieri mattina nell'udienza del nuovo processo sul Lisippo che si è svolto davanti al giudice di Pesaro. Entrambe le parti, sia quelle rappresentate dall'avvocatura dello Stato e dalle Cento Città, che quelle del Getty Museum, hanno presentato delle eccezioni procedurali e delle richieste istruttorie che hanno dilazionato ulteriormente l'evolversi del dibattimento. Il giudice infatti si è riservato di decidere e quindi di fissare la data della prossima udienza. Probabilmente se ne riparlerà il prossimo autunno, in un'udienza che potrebbe anche essere definitiva. Nel frattempo nella giornata di ieri, dopo il processo, l'avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli, insieme all'avvocato fanese Tristano Tonnini, il sindaco di Fano Stefano Aguzzi e l'assessore alla Cultura Franco Mancinelli hanno incontrato la stampa per informare l'opinione pubblica sulla evoluzione di una vicenda che ormai si trascina dagli anni '70, ma che si è indirizzata su binari solidi, grazie all'esposto presentato dalle Cento Città e la riapertura del caso da parte della Magistratura pesarese. Un appoggio importante alla risoluzione positiva della vertenza, potrà venire addirittura dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, come ha detto l'avvocato Fiorilli, segue con particolare interesse il caso dal Capodanno del 2008, quando dichiarò nel suo messaggio agli italiani che l'opera appartiene all'Italia, quale depositaria delle risorse monumentali e artistiche della cultura mediterranea. Erano i tempi in cui le trattative per la restituzione di reperti di grande valore culturale, da parte del Metropolitan Museum e del Getty Museum erano giunte al traguardo con la restituzione di oggetti trafugati dall'Italia. "L'azione giudiziaria ora intentata non è affatto estemporanea ha detto ancora il legale in quanto si ricollega a tale procedimento di restituzione allora curato dalla Procura romana. Allora si definì il ritorno in Italia, tra l'altro, della Venere di Morgantina, ma non si perse mai di vista anche il Lisippo per cui si adoperò in modo particolare l'allora ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli che proprio recentemente a Fano ha ribadito il suo impegno per la restituzione della statua". L'azione giudiziaria perseguita da Fiorilli in stretta collaborazione con l'avvocato Tonnini fa riferimento alla convenzione dell'Unesco del 1970 che impone ad ogni Paese di tutelare il proprio patrimonio storico culturale, in questo caso l'Italia, da dove il capolavoro di Lisippo prese il volo illegalmente, perché la sua presenza sul suolo nazionale non fu mai denunciata né alla dogana, al momento dello sbarco, né alle autorità della Soprintendenza. E che approdasse a Fano è stato ormai dimostrato senza ombra di dubbio. Con il Lisippo si tratta di riaffermare questo principio generale: consentire alla comunità fanese e a quella italiana più in generale l'obbligo di proteggere il proprio patrimonio storico culturale. Se il giudice accerterà che il Getty Museum è in malafede, in base al diritto della California e dell'Italia questo bene deve essere restituito a Fano. La tesi di Fiorilli è anche quella di dimostrare che il comportamento assunto dal Getty Museum ha derogato dal principio di costituire, con l'acquisto della statua, una collezione non basata su principi etici. Per l'avvocato Tristano Tonnini in gioco oltre al Lisippo, c'è qualcosa di più: c'é il diritto dell'Italia di ottenere la restituzione di tutti i beni archeologici che sono stati trafugati . Per l'assessore Mancinelli la statua è un bene comune che appartiene a tutta l'umanità e che deve essere reso disponibile nel suo contesto di riferimento. massimo foghetti
FANO - "Il Lisippo dev'essere restituito a Fano"
Riassunto in 200 parole:
L'udienza del processo sul Lisippo si è svolta davanti al giudice di Pesaro, con entrambe le parti presentando eccezioni procedurali e richieste istruttorie. Il giudice si è riservato di decidere e fissare la data della prossima udienza, che potrebbe essere definitiva. Nel frattempo, l'avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli ha incontrato la stampa per informare l'opinione pubblica sulla vicenda, che si trascina dagli anni '70. Fiorilli ha sottolineato che l'azione giudiziaria non è estemporanea, ma si ricollega a un procedimento di restituzione allora curato dalla Procura romana.
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