Definitivo ok al progetto Marchetti che prevede anche un museo sospeso. Cantieri da ottobre Un museo dacciaio sospeso tra i giardini e le volte della Domus Aurea: con un sistema di passerelle su cui passeggiare, riguardando alle sale affrescate della casa imperiale di Nerone dalla stessa prospettiva dei pittori rinascimentali, quelli che, calandosi nelle "bocche di lupo" scoprirono e poi reinventarono le grottesche, pitture e decorazioni al modo degli antichi. Sospeso, come un acquario tra due mondi: lantichità sotto i piedi, il verde pubblico moderno subito sopra la testa. Lidea è contenuta nel progetto, definitivamente approvato proprio ieri, di Luciano Marchetti, commissario straordinario a uno dei monumenti più celebri del mondo, chiuso dagli ultimi crolli e sempre più seriamente minacciato dalle infiltrazioni, dalla pioggia che da mesi cade nelle sale insieme ai calcinacci. Il dossier con le soluzioni per il recupero dellarea è stato oggetto di una riunione decisiva: al tavolo della discussione oltre ai dirigenti dei Beni culturali anche i rappresentanti del Comune. «Procediamo con i lavori, i fondi sono disponibili», dichiara Marchetti. Cosa che il sottosegretario Francesco Giro, aveva preannunciato: «Se non si interviene sulla Domus Aurea prima o dopo la perdiamo: salvare questo monumento è una priorità assoluta, e va fatto subito». I lavori interesseranno tutta larea un tempo visitabile, pari a circa 10 mila metri quadrati: il consolidamento delle volte sarà ultimato entro settembre, in ottobre in corrispondenza dellaula ottagona, partirà la rimozione della gigantesca mole di terra su cui sono stati costruiti i giardini di Colle Oppio, parco pubblico dal 1871. Presto tutta larea sarà ri-recintata, gli affreschi sigillati e messi in sicurezza. Si tratta di un intervento estremamente delicato in cui si mette mano a un assetto miracoloso che purtroppo versa in una situazione disperata. Decisiva sarà la verifica costante dei fatti: il museo sospeso, incastonato tra due porzioni di terra, sarà realizzato soltanto se le condizioni lo renderanno possibile, altrimenti si opterà per una intercapedine vuota, sottostante i giardini che saranno ripristinati dopo la sistemazione del monumento. Spiega Giorgio Croci, ingegnere strutturista tra i massimi in Italia e tra gli estensori del progetto insieme con larcheologo Andrea Carandini: «Rimuovendo la terra il carico sarà allentato e si capirà come procedere. Non si possono correre rischi. Bisogna ricordare che le volte romane sopportano un peso cinque volte superiore al limite tollerato dalla legge, e dalla fisica. In prospettiva, lintenzione è di rendere il tutto visitabile di nuovo, collegando la parte alta dei giardini con quella sottostante, attraverso rampe di scale interne o esterne». Il costo dellintervento si attesta intorno fra i 35 e i 50 milioni di euro, recuperabili in parte da quelli destinati ai Beni culturali grazie alle accise sulla benzina e poi, conclude Giro «quando saremo sicuri di poter realizzare il museo sospeso, si potrà anche ricorrere a investitori privati, come al Colosseo».