Cancelli chiusi a Palazzo Reale, ieri mattina, per la protesta dei lavoratori dell'Ales, la società che si occupa della manutenzione della struttura monumentale. Circa un centinaio di lavoratori, da ieri mattina alle 7 e fino alle 11, hanno impedito l'accesso nel palazzo di cittadini, turisti e impiegati ed esposto striscioni dai balconi, chiudendo i cancelli. «Sono a rischio 315 posti di lavoro - fa sapere Giuseppe Pinto, delegato Uil dell'Ales - Sono 5 mesi che i lavoratori sono in cassa integrazione e, nonostante le indicazioni del Ministero per i Beni culturali che prevede l'assorbimento in altre strutture, ciò non avviene». Sempre nella mattinata di ieri una delegazione di manifestanti è stata ricevuta in Prefettura. Ovviamente l'esito non positivo della questione riporterebbe i lavoratori della Ales nuovamente in una fase di protesta acuta e, a questo punto, permanente con le conseguenze che ci si può immaginare quando un sito di interesse storico-turistico come Palazzo Reale resta chiuso. A pochi chilometri di distanza, sempre per sensibilizzare l'opinione pubblica in merito alla mancanza di lavoro seppure con una metodologia diversa, un gruppo di disoccupati ha pulito le strade nei pressi di piazzale Tecchio. La scelta di iniziare questa forma di protesta proprio da Fuorigrotta non è stata casuale, anche se a rotazione, anche in altre zone della città si ripeterà questo tipo di operazione. Fuorigrotta però è apparsa come un'area dove si concentrano scuole, ospedali, aziende, negozi e quindi ad alta concentrazione di lavoro. «Non è vero che non c'è lavoro per tutti. Le scuole, gli ospedali, tutti i servizi pubblici sono cronicamente sotto organico, ci sono lavoratori che fanno turni massacranti e sono costretti a lavorare di notte e nei festivi - hanno spiegato i disoccupati - La giunta Caldoro non dà commesse alle aziende partecipate, come l'Astir, tenendo molti dei lavoratori in "stato di fermo": noi, lavoratori di queste aziende, non vogliamo però restare a guardare la nostra città e la nostra regione marcire sotto i colpi dell'incuria e della devastazione». «Non vogliamo solo il salario, vogliamo lavorare per il bene della collettività e contribuire a rimettere in piedi la nostra città e la nostra regione - hanno poi aggiunto spiegando quella che è stata la loro forma di protesta - è per questo motivo che abbiamo deciso di prendere noi in mano la situazione e autorganizzare il nostro lavoro. Oggi lavoriamo per la pulizia delle strade, compreso il taglio delle erbacce, di uno dei quartieri lasciati in stato di abbandono da parte delle istituzioni, Fuorigrotta. Nei prossimi giorni procederemo con il lavoro autorganizzato, operando nei quartieri periferici di Napoli». Su fronti più caldi, invece, si torna a parlare di "corsisti" che ancora ieri hanno manifestato davanti a Palazzo Santa Lucia chiedendo un nuovo incontro sia all'assessore regionale Severino Nappi che al sindaco Luigi de Magistris con i quali vorrebbero aprire un tavolo sinergico di trattative, insieme con i rappresentanti della Provincia di Napoli, onde affrontare in maniera organica quello che è l'annoso problema della disoccupazione che si attesta su parametri altissimi pur in presenza di un piano programmatico regionale già varato e addirittura stanziato.