Lanciato un concorso internazionale di idee La suggestione. I ritrovamenti di epoca romana saranno visibili anche in superficie La Soprintendenza dà l'ok a una campagna di scavo nei fondali di Sant'Anna ISCHIA. L'antica cittadella di Aenaria al centro di un concorso di idee internazionale per la realizzazione del primo museo italiano sottomarino, che potrà essere visibile nei suoi particolari anche in superficie da turisti e visitatori. Le case, i tracciati viari, le officine per la fusione del piombo, i resti murari dell'antico porto di epoca romana. Alla baia di sant'Anna - stretta fra Cartaromana e il castello Aragonese - tutto questo diverrà la prima grande esposizione museale del nostro paese, visitabile al di sotto del livello del mare. L'iniziativa prende spunto dal progetto presentato dal Consorzio del Regno di Nettuno che ha richiesto la concessione degli specchi d'acqua per la realizzazione di un Museo archeologico marino «Città Aenaria». A questa istanza, il ministero per i Beni Culturali attraverso le Soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei ha risposto positivamente, a condizione di compiere negli specchi d'acqua interessati «una campagna di saggi di scavo archeologico sottomarino eseguiti sotto il controllo degli archeologi subacquei». La Camera di Commercio di Napoli, attraverso il Consorzio Borgo di Ischia Ponte, ha dato immediatamente la propria disponibilità a offrire assistenza tecnica nella fase di avvio del progetto. Il tutto verrà spiegato da Maurizio Maddaloni e dal soprintendente Costanza Gialanella, nella conferenza stampa di presentazione del progetto che si terrà domani a Napoli. A eseguire i sondaggi sarà la Marina di Sant'Anna srl, alla quale è stato affidata la gestione degli scavi archeologici sottomarini. A causa del bradisismo discendente a cui tutta l'area di Carta-romana è soggetta, l'antico insediamento si trova a profondità variabili fra i due ed i sette metri. Lo specchio d'acqua degli scogli di S. Anna ha restituito i resti di una fonderia di piombo e stagno. Il sito ha messo in luce tracce di strutture murarie in opera reticolata: l'antica Aenaria sommersa a causa di una violenta eruzione. L'area testimonia anche una occupazione di epoca angioina. A circa 1,50 metri sotto il livello del mare affiorano strutture murarie e confermano il ruolo privilegiato che l'area offrì in tutte le epoche sia nei traffici commerciali che nelle attività militari. Si tratta infatti di banchine utili nel supporto delle attività marinare. L'intervento proposto dal progetto Aenaria si articola dunque in due fasi. La prima di esse prevede un intervento di scavo archeologico marino teso a recuperare altre testimonianze materiali, altri segni degli abitati d'epoca romana, altri documenti dell'impianto topografico. Si tratta di una campagna di scavo diretta dalla competente Soprintendenza. Lo scavo archeologico sarà documentato visivamente e i risultati attesi consentiranno di arricchire il percorso archeologico subacqueo di interessanti reperti e di suggestive riproduzioni. La seconda fase consiste nel dotare l'area archeologica individuata, tanto a livello marino quanto costiero, di videosorveglianza in grado di trasmettere immagini in tempo reale fruibili dai visitatori non partecipanti alle immersioni.