ROMA Oltre 3,6 miliardi di euro a sostegno delle imprese del turismo: alberghi, lidi balneari, negozi, agenzie di viaggi e tour operator potranno chiedere finanziamenti per la loro attività. Un «contributo efficace e immediato per promuovere la competitività del settore», è l'annuncio del ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla (nella foto sopra), dopo la firma dell'accordo, ieri a Palazzo Chigi, con 8 banche che hanno messo a disposizione il plafond (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano, Banca Popolare di Sondrio, Monte dei Paschi di Siena, Bnl, Banco Popolare dell'Emilia Romagna). Circa 20 mila gli sportelli presso i quali il finanziamento potrà essere richiesto per necessità che vanno dagli investimenti pubblicitari al rinnovamento degli impianti. «Il turismo vive una grande difficoltà sotto il profilo finanziario ha detto il ministro . Contare su un plafond di tale entità e su prodotti finanziari a condizioni eccezionali, è un risultato senza precedenti, che garantirà un sostegno concreto, immediato e determinante agli imprenditori del settore». Si potrà ricorrere al credito anche per prodotti specifici per attività stagionali, per il consolidamento del debito e l'anticipo di liquidità. Non ci sono limiti per l'importo minimo, mentre quelli massimi potrebbero arrivare fino a 2 milioni di euro. Il finanziamento, disponibile già da oggi, è erogabile con una durata compresa tra 3 mesi e 20 anni. «Due anni fa abbiamo firmato un accordo ha sottolineato Marco Morelli, direttore generale vicario di Intesa SanPaolo che prevedeva un plafond da 600 milioni. Stavolta noi di Intesa abbiamo portato la cifra a i miliardo e abbiamo optato per ampliare l'offerta in funzione dei bisogni di tutti gli attori del turismo». «La cultura ha affermato Giuseppe Scognamiglio, vicepresidente esecutivo di UniCredit è il nostro petrolio, perciò alimentare e sostenere il turismo è una responsabilità che ci accolliamo volentieri) . Per Massimo Ponzellini, presidente di Bpm, «abbiamo fatto la nostra parte ma la partita si gioca sulla capacita degli operatori di essere dei combattenti».