La riqualificazione, più volte annunciata, non è mai stata portata a termine: non ci sono i finanziamenti per i lavori L'ambiente che accoglie reperti importantissimi è fatiscente e trasandato Il sindaco: «L'idea di ampliamento era irrealizzabile» Il Museo Guarnacci delude. Non per gli importanti reperti esposti. Ma per l'ambiente fatiscente e trasandato che li ospita. Tesori d'arte circondati da mattonelle scrostate e pezzi di linoleum che coprono parti della pavimentazione sconnessa. Una riqualificazione più volte annunciata ma mai portata a termine. «Stiamo lavorando per reperire finanziamenti ad hoc - conferma il sindaco Marco Buselli - per il museo. Purtroppo abbiamo dovuto fare i conti con alcune contingenze tutt'altro che facili: una struttura in condizioni penose, un'idea di ampliamento irrealizzabile e fumosa». E soprattutto dispendiosa, a giudicare dal valore della proposta «che si aggirava sui 14 milioni di euro - continua il primo cittadino - di cui disponibili sarebbero stati 200mila euro. La Provincia poi, pur considerando il Guarnacci una priorità, ha provveduto a toglierci». Piove insomma sul bagnato per la location etrusca ma per il sindaco, nonostante un pizzico d'amarezza e una punta di polemica, la delusione non può far rima con rassegnazione. «Al di là della mancanza dei fondi - aggiunge Buselli - abbiamo messo mano ad alcune criticità emergenti, cercato di recuperare i pavimenti, studiato delle linee d'indirizzo per l'ampliamento, posizionandoci in una dimensione di realizzabilità dell'intervento». Ma c'è di più. Un'ulteriore boccata d'ossigeno arriva da Parigi, «dove abbiamo impostato una fitta rete di contatti con la Pinacota, terzo polo museale della capitale francese, che porteranno lustro e benefici tangibili». Un paio le linee guida da seguire. In primis la valorizzazione del Museo. In seguito il recupero e magari l'incrementodel patrimonio culturale. Perché al Guarnacci arrivano turisti, appassionati, archeologi ed esperti da tutto il mondo. Per ripercorere le origini, per ammirare l'Ombra della Sera. «C'è molto da lavorare - non si illude Buseli - mastiamo portando avanti con cura e dedizione questa battaglia per ridare visibilità ad una ricchezza incredibile, il cui livello non può che essere internazionale».