La Regione ci prova: "Svolta contro i tagli del governo" Cittadini o imprese dovranno scegliere un destinatario incluso in un elenco Scaletti e Nencini presentano liniziativa, la prima del genere in Italia Finanziare il restauro di un quadro o un festival musicale. E ottenere, in cambio, uno sconto sulle tasse. E quanto prevede la proposta di legge regionale, la prima del genere in Italia, presentata ieri dagli assessori toscani al bilancio Riccardo Nencini e alla cultura Cristina Scaletti. Il provvedimento, che dovrebbe essere approvato entro la fine dellestate ed entrare in vigore nel 2013, anno in cui è previsto il pieno conseguimento del federalismo fiscale, si rivolge sia ai cittadini che alle imprese: i primi, decidendo di investire in un progetto culturale, avranno diritto a una riduzione delladdizionale Irpef pari al 20 per cento della donazione sottoscritta; le seconde otterranno uno sgravio di pari valore sullIrap, limposta sulle attività produttive. Secondo i calcoli di Nencini, soltanto nel primo anno la Regione potrà contare su un milione di euro di entrate in meno, «equivalenti tuttavia ha spiegato a cinque volte tanto in termini di finanziamenti culturali». Le donazioni non potranno essere indirizzate a chiunque: cittadini o imprese dovranno scegliere un destinatario incluso in un elenco di soggetti pubblici o privati, senza fini di lucro, che organizzino attività culturali o possiedano beni culturali. A compilare la lista sarà la Regione, che individuerà anche una serie di progetti che potranno essere finanziati attraverso erogazioni liberali. In teoria, comunque, la possibilità di scelta sarà amplissima: si potrà decidere di investire nel restauro di unopera darte, di un quadro o di un palazzo, nella realizzazione di festival teatrali, musicali o artistici, oppure di aiutare unassociazione o una fondazione impegnata in ambito culturale, compreso non escludono i due assessori il Maggio Musicale Fiorentino. Quanto allentità del contributo, non è prevista una soglia minima. Agli autori della donazione basterà aspettare la dichiarazione dei redditi annuale per avere diritto al rimborso, oppure utilizzare il credito dimposta per i versamenti da fare nel corso dellanno. Una legge che trova il suo punto di forza nella semplicità: «Qui siamo alla scoperta dellacqua calda, ovvero sgravi fiscali per chi finanzia la cultura», ha commentato Nencini, ricordando come, fra Irap e addizionale Irpef, in Toscana da sempre al minimo, la Regione incassi ogni anno poco meno di due miliardi e mezzo. Noi ha aggiunto dal 1 gennaio 2013 avremo poteri legati al federalismo fiscale: intendiamo utilizzarli per una serie di questioni e non aumenteremo le tasse. In questo caso si tratta di una nuova offerta per il mondo della cultura, che è importantissima in Toscana e che ha subito più di altri settori i tagli del governo». Una vera e propria «svolta», secondo Scaletti: «LItalia ha sottolineato non ha storicamente una politica fiscale di agevolazione nei confronti della cultura, e nonostante da anni si parli di federalismo le politiche del governo si sono finora rivelate centralistiche: con questa legge e con una pur limitata leva fiscale vogliamo ribadire che per noi la cultura e le sue istituzioni sono un valore immateriale e materiale, determinante nel caso della Toscana anche per la produzione di un pezzo importante di Pil». I due assessori toscani hanno inoltre evidenziato che «le manovre del governo stanno lasciando sul campo diverse centinaia di milioni in tutta Italia: proprio per questo la sinergia tra gli sforzi del pubblico e quelli del privato diventano la via maestra da seguire». Questanno, è stato infine ricordato, la Regione ha speso per la cultura, investimenti a parte, 18 milioni e «senza tagliare neppure un euro. Grazie a questa legge nel 2013 questi 18 milioni potrebbero diventare 23».