ROMA - Proroga si', proroga no, anzi, assolutamente no. Oggi scade il termine per presentare domanda di condono edilizio. Ieri un'altra giornata contrassegnata da annunci di possibili proroghe e di sonore e autorevoli smentite, tra maggioranza e governo. Come quella del ministro dell'Economia Domenico Siniscalco che ha stoppato ogni illazione sorta dopo l'annuncio del sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Cosimo Ventucci: "I tecnici del ministero dell'Economia stanno valutando la riapertura del condono edilizio". Una "vicenda scandalosa", la prova che la finanziaria "e' piena di buchi, fa acqua da tutte le parti" afferma il capo dei senatori diessini, Gavino Angius. " Ormai e' chiaro che il condono edilizio incassera' meno del previsto. Pare che l'ammanco, con cui e' stato 'finanziato' il fantomatico taglio delle tasse, sia di 1 miliardo di euro. E' per questo che lo scandaloso scaricabarile tra governo e maggioranza finira' con una proroga". Finora - ma il rush finale e vedra' probabilmente un'ultima pioggia di richieste - le domande presentate di adesione alla sanatoria si aggirano tra le 70.000 e le 80.000, meta' delle quali provenienti da Roma, che conquista cosi' il titolo di vera capitale di questo condono. Contemporaneamente oggi e' il termine anche per il versamento della prima rata, pari a circa un terzo del totale da pagare. Ancora prematuro calcolare gli incassi: molti Comuni non sono ancora in grado per il momento di quantificare gli introiti ne' di stilare una media degli importi delle infrazioni. L'obiettivo del governo e' di ottenere complessivamente alla scadenza della terza rata circa 3,1 miliardi di euro. Oltre 2,2 miliardi saranno incassati nel 2005 per coprire in parte il taglio delle aliquote Irpef. Il gettito atteso per il 10 dicembre e' di poco inferiore a un terzo, calcolato cioe' a 949,5 milioni. Oltre il doppio dei circa 460 milioni incassati, secondo gli stessi calcoli resi noti dal governo, a fine settembre.