La denuncia di Maria Giovanna Figoli, ex assessore provinciale e memoria storica della delegazione "Avevo posto la questione: Enel, Amga e privati lavoravano ognuno per proprio conto" «Io ventanni fa avevo posto la questione. Vedevo che Enel, Amga e i privati piazzavano le loro reti sotto terra, ognuno per conto proprio, senza uno straccio di programma organico e soprattutto senza una seria mappatura. Ma non avevo competenza sulle strade comunali e la mia voce cadde nel vuoto». Maria Giovanna Figoli, architetto, docente di storia del territorio ma soprattutto sestrese, nel 1990 non aveva competenze sulle strade comunali perché era assessore in Provincia. Ciononostante, provò comunque a compiere il proprio dovere. Per ciò oggi, da addetta ai lavori e da profonda conoscitrice del Ponente, è meno esterrefatta dei concittadini dopo la rischiata tragedia per la rottura delloleodotto Iplom. Ma non meno indignata, professoressa Figoli... «Dieci anni fa, quando hanno rifatto la pavimentazione a Sestri, poteva essere unaltra buona occasione per fare un po di lavoro di squadra nella giungla sottoterra. Invece niente. Ma ha visto i tombini giù alla Marina? Ognuno va per conto proprio». Ancora una volta, Sestri Ponente. Prima lacqua che straripa, poi la benzina che rischia di incendiare tutto. Soltanto fatalità? «Certo che no. Qui si è costruito di più, qui sono stati cementificati i torrenti con risultati sotto gli occhi di tutti. E qui, giustamente, imprese pubbliche e private hanno posato i loro tubi sotto terra. Se Genova è ancora considerata una città ricca, lo deve soprattutto al suo Ponente». E ora il Ponente è martoriato... «Bastava una banalità per causare una tragedia. Una cicca buttata per terra, brutta abitudine di alcuni fumatori. Non si può sempre e soltanto contare sui vigili del fuoco. E neppure aspettare che nel mondo non ci sia più benzina». Quindi? «Quindi basta seguire una ricetta semplice ed elementare. Lamministrazione pubblica obblighi i privati a comunicare dove piazza le tubature. Anzi, devessere lamministrazione pubblica a dire dove devono passare le reti nel sottosuolo. E non mi si venga a dire che non ci sono i soldi, perché se una ditta privata deve bucare il terreno le spese sono tutte sue». È il suo consiglio alla sindaco Marta Vincenzi? «Mi permetto di farlo perché la sindaco non è una sprovveduta. Senza ricerca non cè conoscenza, né ci può essere programmazione futura». E per Sestri, oggi, cosa si può fare? «Ora come ora basterebbe la mappatura totale del terreno. Non è necessario fare tutto subito, devessere una pratica che passa da unamministrazione allaltra, così si spalmano i costi». Nel frattempo, qualche sestrese ha paura di vivere su una bomba a orologeria... «Quello è da escludere. Le tubature sono state posate seguendo le norme sulle distanze di sicurezza, la fuoriuscita di lunedì è avvenuta "solo" perché una trivella è andata in profondità senza sapere cosa stava bucando».