"Nessuno smantellamento per Cinecittà". Lo assicura il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan, in audizione ieri in commissione cultura del Senato. "L'unica cosa che cambierà per Cinecittà è che passa da Spa a Srl - spiega il ministro - per riportarla alla sua originale mission tra cui quella di promozione del cinema italiano all'estero. Quindi - sottolinea - non ci sarà nessun problema per il personale". Belle parole, ma seguiranno i fatti? L'articolo 14 della manovra Tremonti è la definitiva mannaia su Cinecittà. Correva il mese di marzo, e l'insurrezione cine-popolare placò le mire privatistiche sull'Archivio Luce: passato remoto, perché oggi gli orizzonti sono decisamente più foschi, eppure la reazione latita. La manovra parla chiaro: Cinecittà Luce spa (creata due anni fa) viene chiusa per decreto e messa in liquidazione entro 30 giorni, al suo posto Istituto Luce Cinecittà, srl con capitale di 15 mila euro e personale dimezzato. Le mansioni? Gestione dell'Archivio, distribuzione di opere prime e seconde finanziate dal ministero, realizzazione di documentari d'Archivio, promozione all'estero, ma niente più produzione. E non solo: la proprietà dei terreni, dei teatri di posa e degli immobili l'attuale concessione a Cinecittà Studios verrà rinnovata - passa a Fintecna, una spa del Tesoro, per Galan solo "uno strumento di natura tecnica". Qual è il rischio? "Mettere le mani su un grande territorio per qualche speculazione edilizia", dice il senatore Pd Vincenzo Vita. Nel frattempo, il capo di gabinetto del Mibac Salvo Nastasi ha incontrato le delegazioni sindacali lo farà anche oggi, insieme a Nicola Borrelli, dg Cinema e rassicurato su "patrimonio, che resta in capo alla nuova srl, e tenuta occupazionale dei 125 lavoratori di Cinecittà". Metà dei dipendenti qualcuno finirà intrappolato in Fintecna? - dovrebbe essere assorbita dal Mibac, afflitto - sospetto tempismo del sottosegretario Francesco Giro - dal "gravissimo problema del personale". Ma, a parte loro e l'Anac, tutti tacciono, compreso l'ad di Cinecittà Luce Luciano Sovena, passato dalle barricate marzoline al silenzio assenso di luglio: perché? Cinecittà viene depotenziata, nonostante la chiusura dell'ultimo bilancio in attivo (complice la cessione di Mediaport): il risparmio riguarderebbe unicamente la governance, mentre la traslazione di dipendenti al Mibac non smuoverebbe i capitoli di spesa del ministero dell'Economia. Galan fa professione di dubbio: "La nuova società resta proprietaria del patrimonio, anche immobiliare: se la norma non è chiara sono pronto a firmare un emendamento". Ma la questione è terra terra: una srl avrebbe le mani più libere per le speculazioni edilizie sull'ex Cinecittà.
Promesse di ministro - Galan: "Niente smantellamenti a Cinecittà"
Il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha affermato che Cinecittà non verrà smantellata, ma solo trasformata in una società a responsabilità limitata (srl) con capitale di 15 mila euro e personale dimezzato. La nuova società avrà mansioni come la gestione dell'Archivio, la distribuzione di opere e la promozione all'estero, ma non più la produzione. La proprietà dei terreni e degli immobili verrà rinnovata per Galan solo "uno strumento di natura tecnica". Il capo di gabinetto del Mibac Salvo Nastasi ha incontrato le delegazioni sindacali per rassicurare su "patrimonio e tenuta occupazionale dei 125 lavoratori di Cinecittà".
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo