Caseate-Grandate, strada chiude tre anni per lavori GRANDATE. Per i lavori della Pedemontana la strada che collega Grandate e Casnate chiude oggi e riaprirà, si spera, fra tre anni. L'interruzione della via Monte Rosa è prevista fino al 2014 e impedirà il collegamento diretto fra i due comuni. Nel cantiere Pedemontana a Grandate è spuntata una tomba romana, vicino al santuario della Madonna del Noce. I lavori non si fermano. La Pedemontana inciampa in un reperto romano. Le vispe hanno portato alla luce una sepoltura di circa duemila anni fa e mentre gli esperti della Soprintendenza ai beni archeologici sono al lavoro il sindaco Monica Luraschi chiede la massima attenzione e cautela in modo da verificare l'importanza del ritrovamento. Come dire che il grande cerchio magico emerso durante la costruzione del nuovo ospedale Sant'Anna fa scuola. A portare una volta di più alla ribalta delle cronache i lavori della futura Tangenziale di Como è, in questo caso, il ritrovamento di alcuni resti di sepoltura romana nell'area vicino al santuario della Madonna del Noce. In passato, proprio da quei terreni, erano affiorati altri reperti storici. Non una novità assoluta, quindi, ma un ritrovamento che ha comunque un importante interesse storico. Sul posto ieri sono giunti da Milano gli esperti della Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, avvisati da Pedemontana e coordinati da Stefania De Francesco. «E stata trovata un'unica tomba e comunque sono in corso le indagini - spiega, spegnendo sul nascere le voci che parlavano di un ritrovamento ben più ampio -. Probabilmente, purtroppo, è già stata aperta e fatta oggetto di escavazione clandestina. Si tratta, comunque, di una sepoltura romana ad incinerazione, cioè un defunto cremato, e quindi ha anche una dimensione modesta. Non è ancora possibile stabilire una precisa datazione, perché, appunto, è stato rinvenuto poco materiale al suo interno. Al momento possiamo ipotizzare che sia databile fra l'età della Repubblica e la prima età imperiale». L'amministrazione comunale di Grandate, avvisata dai cittadini, per bocca del sindaco Monica Luraschi chiede particolare attenzione e cura nelle prossime operazioni di scavo, per non compromettere altri possibili ritrovamenti: «Valuteremo la possibilità di una perizia di parte perché si tratta di un patrimonio storico di interesse nazionale. Visto che non è il primo ritrovamento in zona, sorge spontaneo chiedersi cosa ci sia lì sotto. Vorrei che la Soprintendenza si occupasse di recintare una zona e scavare per approfondire le ricerche, perché potrebbe esserci un tesoro nazionale. Ci vuole cautela, come dimostrato in questo caso, da parte di chi lavora su quei terreni. Nei prossimi giorni vedremo se emergerà altro». L'area in questione, per altro già al centro del ricorso al 'Par da parte del comune perla vicinanza al cimitero, si trova compresa fra via Leopardi e via dei Pradei. Una delle sepolture rinvenute in passato è conservata al museo archeologico Paolo Giovio di Como. Anche in questo caso, il reperto verrà trasferito in altra sede. Stefania De Francesco conosce la situazione: «E' una zona già nota alla soprintendenza perché anche in anni recenti ci sono stati ritrovamenti e sono stati effettuati scavi nella chiesa. Comunque si sta controllando attorno, è un cantiere ampio ma ci sono gli archeologi sul posto per verificare con attenzione l'area. Per quanti riguarda la tomba rinvenuta in questi giorni, posso dire che verrà rimossa». LA STORIA I LUOGHI Nei pressi del santuario della Madonna del Noce è stata rinvenuta una tomba ad incinerazione di epoca romana, probabilmente databile fra il periodo della Repubblica e l'inizio dell'età imperiale. Secondo la soprintendenza per i beni archeologici sarebbe già stata aperta e rimarrebbero solo pochi oggetti al suo interno. I PRECEDENTI Proprio nella zona della piana, dove a poca distanza c'è anche il cimitero comunale, erano già stati fatti, in precedenza, altri ritrovamenti simili di età pre-romana. Oggi una di quelle tombe è conservata presso il museo Giovio di Como. Anche questa sepoltura verrà asportata. I CONTROLLI Gli archeologi della Soprintendenza stanno controllando le operazioni di scavo per garantire il recupero di eventuale nuovo materiale che dovesse riaffiorare. Il ritrovamento non dovrebbe pregiudicare i lavori o allungarne i tempi.