Occorreranno mesi (e una cifra intorno a mezzo milione di euro) per controllare lo stato delle «voltine» sotto il pavimento della sala Alla biglietteria degli Uffizi c'è una bacheca - poco osservata a dire il vero anche se è lì per legge - che indica quali sale della Galleria sono chiuse al pubblico per i più svariati motivi. La numero 42 - detta anche Sala della Niobe e nella quale vi è racchiuso tutto il gusto settecentesco per la riscoperta dell'arte classica che attingeva a piene dalla mitologia - resterà «in bacheca» per molto tempo. Forse fino all'anno nuovo. È questo l'«aggiornamento» che l'architetto Laura Baldini Giusti (direttrice dei lavori dei Nuovi Uffizi) ci ha dato ieri sulla sala 42 degli Uffizi. La sua riapertura ormai non è più di competenza della direzione della Galleria: «Ormai dipende dai tecnici della Soprintendenza per i beni architettonici, l'ho data in affido», ha detto, con un tono quasi di rassegnazione, il direttore Antonio Natali. Come si ricorderà, lo scorso maggio questa era stata chiusa a causa della comparsa di alcuni avvallamenti sul pavimento in corrispondenza di una delle pesanti statue che vi sono custodite: «L'endoscopia che subito eseguimmo - ha detto Baldini - rivelò il parziale cedimento di una voltina di alleggerimento. Così abbiamo rimosso il pavimento e abbiamo visto la stessa situazione ai piedi della parete di fronte. Questo ci ha costretto ad avviare altre indagini sulla parte sinistra della sala che, se da un lato hanno confermato lo stato di buona salute della grande volta, dall'altro non possono escludere possibili cedimenti e quindi nuovi avvallamenti. Verificato questo - ha aggiunto l'architetto - si poteva chiudere tutto e intervenire localmente quando ce ne fosse stato bisogno, perché non si tratta davvero di cedimenti strutturali. Invece d'intesa con la Direzione Regione per i beni culturali della Toscana e il Polo Museale fiorentino abbiamo deciso di completare l'indagine a tappeto. Solo che per farla occorrerà montare un ponteggio e, di volta in volta, spostare le statua per evitare di traslarle dalla 42 all'esterno. Quindi rimuoveremo le sculture, scopriremo il pavimento, controlleremo da vicino la situazione. Abbiamo visto - ha spiegato l'architetto - che il tipo di degrado sotto al pavimento è causato dalla vetustà dell'edificio e, in particolare, dalla diminuzione del volume del materiale di riempimento, responsabile dell'abbassamento delle voltine e, quindi, degli avvallamenti. E dal momento la pesanti statue sono vicino alle pareti, dove il materiale di riempimento aumenta, se questo diminuisce di volume è più facile verificare cedimenti». Abbiamo poi chiesto notizie certe su durata e costi dell'intervento. «Difficile fare previsioni allo stato attuale. Potremmo farcela entro Natale, oppure no. Certo ci vorranno dei mesi. Sui costi ci stiamo orientando verso procedura d'urgenza chiedendo fondi straordinari per il pronto intervento. Non saranno 100mila euro, cifra che basterebbe appena per pagare il ponteggio, ma, credo, neanche un milione». Come spesso accade, in medio stat virtus.