Costituita l'associazione per sostenere la candidatura Obiettivo: le Mura nel Patrimonio dell'umanità insieme alle altre città fortificate della Serenissima L'Unesco si avvicina? Dipende dai punti di vista. Per qualcuno - leggasi polemiche dei giorni scorsi - Bergamo sta facendo come i gamberi e l'inserimento nella World heritage list di Città Alta e delle sue mura venete nell'ambito di un sito seriale si sta allontanando. Per altri - e tra questi in prima fila non mancano naturalmente i rappresentanti dell'amministrazione - il lavoro è complesso, ma si va avanti. La controprova? Si chiama «Terra di San Marco» ed è la nuova associazione pensata al fine di sostenere con più efficacia la candidatura orobica. Ieri il primo via libera con l'adozione della relativa delibera in prima Commissione consigliare. Dialogo con Parigi «In pratica - ha spiegato il dirigente di Palafrizzoni Giovanni Cappelluzzo - sarà composta dagli stessi soggetti che attualmente formano il comitato promotore (oltre al Comune, la Provincia, l'Università, la Camera di commercio, Sacbo e la Fondazione Bergamo nella storia, ndr) e avrà il compito di coordinare la candidatura in maniera più snella e incisiva. Un organismo che nasce fondamentalmente da due esigenze: la richiesta avanzata direttamente dagli uffici di Parigi dell'Unesco lo scorso dicembre per relazionarsi con un interlocutore più rappresentativo del territorio e, nella stessa ottica, l'eventualità di coinvolgere nuovi soggetti sia pubblici sia privati in questa partita». Una partita ancora lontana dal suo epilogo, ma parecchio datata. L'idea di candidare Città Alta e le mura venete a Patrimonio dell'umanità risale infatti al 1998 e porta la firma della Lega Nord che avanzò per prima l'ipotesi in Consiglio comunale. Da allora il tema è tornato all'ordine del giorno a più riprese finché, durante il mandato Bruni, e in particolare grazie all'interessamento dell'allora assessore all'Edilizia privata Francesco Macario, la candidatura era stata ufficialmente avanzata, passando dalla versione individuale a quella seriale: in pratica Bergamo si proponeva per la World heritage list con altri partner nell'ambito di un sito transnazionale comprendente tutte le realtà del Mediterraneo legate dal dominio della Serenissima, dall'Italia a Cipro. Durante l'amministrazione Tentorio i passi seguenti hanno riguardato la sottoscrizione del protocollo per l'istituzione del Comitato promotore e l'organizzazione, lo scorso dicembre, di un convegno internazionale per la presentazione del progetto. Intanto però il tempo passa e il 2013 - la scadenza per la presentazione del progetto - si avvicina. Il dibattito dei giorni scorsi si è concentrato proprio sui presunti ritardi e anche ieri sera in commissione - dove la delibera è passata con l'astensione delle minoranze e il voto contrario di Pietro Vertova - le critiche hanno puntato soprattutto su questo aspetto. Le preoccupazioni «La preoccupazione - ha attaccato l'ex sindaco Roberto Bruni - è proprio per la lentezza con cui ci si sta muovendo. A parte il protocollo e il convegno non abbiamo più sentito parlare del progetto e solo questa mattina (ieri per chi legge, ndr) abbiamo scoperto della recente istituzione di un'unità all'interno del Comune destinata a occuparsene. Sul merito della delibera e cioè sull'associazione il timore è invece quello di un appesantimento sul piano burocratico, mentre di fatto in questa fase servirebbe uno strumento agile e più coerente con lo spirito internazionale dell'iniziativa». «Quello che stiamo portando avanti - ha replicato Luciana Frosio Roncalli consigliere delegato dal sindaco per Città alta - è un progetto decisamente complesso e impegnativo: si lavora molto anche se non sempre i risultati sono visibili. Entro la fine dell'anno comunque porteremo a Parigi la richiesta d'inserimento nella cosiddetta "tentative list", poi non potremo che attendere la decisione dell'Unesco. E incrociare le dita».