Oggi l'inaugurazione della nuova stazione passeggeri Isonzo ma le associazioni rilanciano le iniziative contro fumi e vibrazioni VENEZIA. Oggi il Porto inaugurerà il suo nuovo terminal passeggeri alla Banchina Isonzo e associazioni, comitati, cittadini tornano a chiedere: «Fuori le maxi-navi dal bacino di San Marco». Lo fanno con un comunicato in italiano e inglese, inviato anche alle testate internazionali che in questi mesi hanno rilanciato l'appello del gruppo: un migliaio in entrata e altrettante in uscita - tra maxi scafi da crociera e traghetti - le navi che transitano in Bacino San Marco ogni anno. In una lettera al ministro Galan e agli amministratori locali, si chiedevano indagini aggiornate di organi indipendenti sulle emissioni degli scarichi nell'aria e nell'acqua e sugli effetti dello spostamento laterale di migliaia di metri cubi d'acqua, ricordando le proteste dei residenti per le vibrazioni e l'impatto dell'inquinamento sui monumenti. Si chiedevano provvedimenti immediati come lo stop al transito con la bassa marea e certezza di immediato trasferimento a Porto Marghera almeno dei 400 traghetti, che riversano sul ponte della Libertà 160 mila mezzi all'anno. «Non abbiamo ricevuto alcuna risposta», si lamentano gli animatori del gruppo, che su Facebook riunisce oltre 700 tra cittadini ed associazioni, «se non le esternazioni del ministro Galan che parla solo di discutibili e personali valutazioni estetiche. Il presidente del Porto Costa - da sindaco - aveva evidenziato la necessità di spostare il traffico crocieristico da Venezia, l'attuale sindaco Orsoni più volte si è espresso contro le grandi navi in Bacino: devono avere memoria corta. Chiediamo un dibattito pubblico su questi temi e risposte chiare dalle istituzioni».