Comune e Provincia, nervi tesi per la Fondazione L'assessore Siliani si mostra cauto mentre il presidente Renzi attacca deciso «Abbiamo pronto più di 1 milione di euro ma vogliamo contare» Non è nemmeno stato firmato il protocollo d'intesa fra Comune e Provincia per la trasformazione di Firenze Mostre da spa a Fondazione, ma già le acque in cui naviga la costituenda 'Fondazione per la cultura' sono agitate. L'ultima ragione di scontro è la partita di dare e avere aperta fra Comune e Provincia. Il protocollo d'intesa cui da due settimane almeno si sta lavorando per consentire l'ingresso dell'amministrazione provinciale in Firenze Mostre, società per azioni di cui il Comune detiene la maggioranza, è letteralmente ruzzolato ieri dalla scrivania del presidente della Provincia Matteo Renzi (nella foto). «Ma come è sbottato il presidente abbiamo già pronti i fondi, un milione e trecentomila euro, per entrare nella società. Abbiamo solo chiesto di poter realizzare anche una nostra linea progettuale all'interno di uno strumento che vogliamo utile alla promozione culturale e turistica del territorio e tutto quello che ci sentiamo dire dal Comune è che prima dobbiamo versare i soldi, poi vedremo di decidere i compiti interni alla nuova fondazione. E' inaccettabile. La Provincia non ha intenzione di essere il bancomat gratuito del territorio. Se facciamo un certo tipo di operazioni è per ottenere una governance condivisa della politica culturale sul territorio. Non per altro». A scatenare la reazione di Renzi sarebbe stato il 'niet' dell'assessore alla cultura Simone Siliani a indicare nel protocollo d'intesa ruoli e numero di consiglieri all'interno della costituenda fondazione. L'assessore si è in un primo tempo nascosto dietro lo statuto della spa («Non prevede alcun amministratore delegato» ha spiegato), poi ha cercato di approfondire meglio la sua posizione. «Non ci sono opinioni preconcette ha detto Siliani solo che si tratta di una operazione in divenire e in questo momento non siamo in grado di stabilire ruoli precisi. Comunque, avendo Comune e Provincia lo stesso numero di azioni, avremo compiti dello stesso livello». Renzi, in ogni caso, non ci sta. «Non abbiamo ripete intenzione di mettere un milione e trecentomila euro in un calderone indistinto come è oggi Firenze Mostre. Siamo pronti a intervenire solo in caso di cambiamento radicale». E la firma del protocollo d'intesa, per ora, è saltata.
La trasformazione di Firenze Mostre fa nascere un incidente diplomatico sul peso dei vari ruoli.
Il presidente della Provincia Matteo Renzi ha attaccato deciso l'assessore alla cultura Simone Siliani, che si è opposto alla partita di dare e avere aperta fra Comune e Provincia per la trasformazione di Firenze Mostre in Fondazione. La Provincia ha già pronti 1,3 milioni di euro per entrare nella società, ma vuole contare e stabilire ruoli e compiti all'interno della nuova fondazione. L'assessore Siliani si è opposto, affermando che la Provincia non può essere il "bancomat gratuito" del territorio e che vuole una governance condivisa della politica culturale. La firma del protocollo d'intesa è stata saltata e la situazione è ancora agitata.
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