Una notizia dolceamara per la Fondazione. Falciasecca: «Noi eravamo prontiall'acquisto ma ci da gioia la prestigiosa, nuova collocazione» II museo di Guglielmo Marconi, che raccoglie oggetti e documenti di valore inestimabile, tra cui il famoso brevetto '7777' del 1900 non verrà in Italia. Dopo alcuni mesi di silenzio («Ma la Fondazione è sempre stata vigile e ha stimolato le autorità nazionali e locali per poter entrare in possesso di quei tesori scientifici» dice Gabriele Falciasecca, presidente della Fondazione Marconi) due sere fa in Gran Bretagna è stata scritta la parola fine su un affascinante, ma anche tormentato capitolo che riguarda uno dei massimi geni dell'umanità. La Marconi Corporation pie ha deciso di donare il suo tesoro all'università di Oxford. Le apparecchiature entreranno a far parte del museo della Storia delle scienze di Oxford, mentre le casse con la parte documentale (progetti, lettere, telegrammi, giornali e documenti originali) saranno esposti nell'adiacente biblioteca Bodleian della celebre università. Per il presidente della Fondazione è una notizia dolce ed amara ad un tempo. «C'è grande soddisfazione dice per la conferma che, finalmente, questa storica collezione verrà tolta dal'indecorosa sistemazione attuale e collocata nell'istituzione più prestigiosa della Gran Bretagna, l'università di Oxford, dove sarà a disposizione degli studiosi. C'è addirittura grande entusiamo perché finalmente avremo un interlocutore, e che interlocutore!, per le nostre iniziative di ricerca e di esposizione». Avete già fatto i primi passi? «Sì. Ci stiamo attivando con l'istituzione inglese con cui sia noi sia molti ricercatori dell'università di Bologna sono già in contatto. Al tempo stesso c'è delusione perché, dopo che per lungo tempo abbiamo dovuto con angoscia essere spettatori di questa vicenda che ha rischiato per due volte di polverizzare il patrimonio marconiano, ultimamente, approfittando delle indecisioni inglesi, con il contributo del ministero dei Beni culturali e l'appoggio, a suo tempo assicurato, delle Fondazioni locali, stavamo per diventare protagonisti». Anche il Comune? «Ne avevo parlato con Cofferati. Purtroppo siamo arrivati tardi anche per fare un tentativo». C'era stata la giusta sensibilità a livello locale per questo tesoro? «Le Fondazioni bancarie e la Regione ne hanno subito compreso l'importanza». E le risorse promesse dal governo? «La Fondazione ha pronte altre stimolanti iniziative».
II tesoro inglese di Marconi va all'università di Oxford
La Fondazione Marconi ha perso la possibilità di acquistare il tesoro del museo di Guglielmo Marconi in Gran Bretagna, che verrà donato all'università di Oxford. La Fondazione è stata vigile e ha stimolato le autorità nazionali e locali per poter entrare in possesso di quei tesori scientifici, ma non è riuscita a ottenere il permesso. Il presidente della Fondazione, Gabriele Falciasecca, è stato deluso, ma c'è anche soddisfazione per la conferma che la collezione verrà esposta nell'università di Oxford, dove sarà a disposizione degli studiosi. La Fondazione sta già contattando l'università inglese per le iniziative di ricerca e esposizione.
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