Il bel portale barocco non crollerà. Con l'arrivo dei finanziamenti regionali, la chiesa di Sant'Antonio Abate, sarà messa in sicurezza. Un passo significativo in avanti che darà corpo al progetto della Sovrintendenza di Ragusa, "allertata" sullo stato di degrado dell'edificio religioso. Un autentico tam tam di soccorso di quanti dimostrani di amarla. «Ringrazio Digiacomo e quanti, Italia Nostra ed altri enti e singole personalità, ne denunciano lo stato di precarietà - sottolinea il sindaco Giuseppe Nicosia guardando al "futuro" dell'edificio religioso. Una scommessa di rinascita in termini di fruizione. «Auspico - ribatte Nicosia - il rifacimento dell'intera struttura monumentale». Esempio fulgido di architettura sacra, la chiesa di Sant'Antonio Abate può scommettersi concretamente sulla prospettiva del suo recupero. Per l'architetto Marco Marangio a questo punto può avviarsi il dibattito. «Riguarderebbe - dice - il tema di monumenti, che a seguito di eventi catastrofici, sono ancora parzialmente integri e che richiedono un'opera di completamento. Esempi noti di questo genere sono la ricostruzione della Cattedrale di Noto o del teatro La Fenice di Venezia. La questione sorge nel momento di doversi rapportare con l'antico e nelle scelte che il progettista prospetta per intervenire, denunciando o meno l'opera, scegliendo la ricostruzione filologica o il ripristino funzionale in chiave contemporanea. E' comunque chiaro che a guidare il progetto siano principalmente gli obiettivi di tutela e di conservazione dell'esistente". D. C. 13072011