I palazzi con vista sul parco e la sede Rai mai decollata Leredità 2015 resta un rebus Su 400mila metri quadrati di case la quota di low cost si ferma a 30mila Stefano Boeri guida gli scettici e punta sul trasloco dellOrtomercato È sempre stato un rebus, quello della "funzione pubblica" da inventare per il post-2015, quando gli stand dei Paesi verranno smontati e a Rho-Pero rimarranno il lago e la collina, lauditorium e le serre. Ma soprattutto infrastrutture milionarie. Su terreni rivaluti a peso doro. Un dibattito che, tra la possibilità di trasferire lOrtomercato o di costruire una Cittadella della giustizia, in passato fu subito accantonato. Con una sicurezza mai crollata, però, tanto da essere scritta nel dossier presentato al Bie. Certo, nel destino di quel milione di metri quadrati sarebbe dovuto rimanere «un grande parco tematico scientifico». Ma anche un nuovo quartiere «sostenibile», immerso in «un paesaggio unico». Che il governatore rilancia oggi come una eredità. È Roberto Formigoni a spiegare come «il piano di sviluppo dei terreni» sarà presentato ai proprietari (ovvero alle stesse istituzioni e alla Fiera) dalla newco. Anche se le linee precise dovranno essere contenute in piani urbanisti affidati ai Comuni di Milano e di Rho. Ma è proprio su come saranno utilizzati quei 400mila metri quadrati di possibili volumetrie che si riapre la battaglia. Per il dopo Expo, almeno sulla carta, rimane lipotesi di una Saxa Rubra del Nord. È lì, in tre padiglioni, che la Rai avrebbe dovuto trasferire il proprio centro di produzione. Ma una risposta formale, dopo mesi di studi e business plan, non è mai arrivata e Formigoni è dubbioso: «Se, e sottolineo se, avvenisse sarebbe interessante». A rilanciare lidea, ampliandola a «un grande polo della comunicazione», è Giuliano Pisapia. Perché una funzione pubblica è uno dei «paletti» che il sindaco individua per il futuro di quel nuovo pezzo di Milano. Ecco la rassicurazione: «Faremo di tutto perché il più possibile dei terreni sia utilizzato per il bene pubblico o per la costruzione di immobili che possano rilanciare Milano: sto pensando non soltanto al grande parco e a case in housing sociale, ma anche alla sede Rai». E per la «funzione pubblica» sembra tornare tutto in ballo. A cominciare dal trasloco dellOrtomercato a cui sta lavorando Stefano Boeri accanto alla facoltà di Agraria e a una Cittadella del gusto. Un palliativo, però, per larchitetto che si è battuto contro laccordo. Che adesso si trova in difficoltà a votare come assessore. Se il ballottaggio si riaprisse, però, potrebbero tornare in campo anche la Cittadella della giustizia, unarea per i concerti, vocazioni sportive. Il parco (circa 500mila metri quadrati) è leredità citata da tutti. Ma cosa avverrà se verrà circondato da palazzi alti diversi piani per riuscire a trovare spazio ai 400mila metri quadrati di nuove costruzioni? Per capire quello che potrebbe essere realizzato, bisogna partire dalla variante che trasforma i terreni oggi agricoli. E che ammette alcune funzioni: attrezzature e servizi di interesse pubblico o generale, residenze (per lhousing sociale sono previsti 30mila metri quadrati), negozi di piccole e medie dimensioni. Un quartiere, insomma. Con quello che Formigoni definisce un mix sociale - dalle case a prezzo di mercato a quelle low cost - «a fianco del parco più grande dEuropa». Il problema, però, è proprio quale genere di abitazioni verranno realizzate e in quale misura. Il centrosinistra non le vorrebbe «di lusso», ma senza quelle come starà in piedi economicamente loperazione? Perché sebbene sia ancora Formigoni a dire che le istituzioni non «puntano a fare speculazioni», la possibilità di sfruttare le volumetrie è uno degli obiettivi per rendere bancabile il progetto Expo: «Puntiamo al pareggio - dice il governatore - a recuperare gli investimenti». Quanto potrebbe essere il business? Anche in questo caso dipenderà da cosa verrà realizzato, ma ai tempi in cui si ipotizzava uningente quota di case a prezzi di mercato si è era arrivati a cifre attorno ai 350 milioni di euro.