Sul lago di Nemi, il regno dellimperatore Perfido e corrotto, limperatore aveva una lunga serie di manie di cui lo storico Svetonio riferisce con la consueta dovizia di dettagli. Tra queste, i calzari militari che gli fasciavano spesso i piedi, alternati a certe babbucce di foggia femminile. A quelle scarpe stringate Caligola deve il suo nome, un particolare questo e poi il tratto distintivo che ha reso possibile lidentificazione dellunica statua romana arrivata fino a noi che lo raffiguri seduto su un trono decorato, potente e solenne come il primo di tutti gli dei, Zeus. È appena tornata alla luce, come si dice, recuperata dalla Guardia di Finanza che lha ritrovata nascosta in un camion e scomposta in tre pezzi, coperta da un telo e mista a calcinacci, a un passo dallessere fatta partire per la Svizzera, destinata al mercato giapponese o russo. Il ritrovamento pur fortunato della statua di Caligola, annunciato dai vertici della Finanza, Ignazio Gibilaro, comandante provinciale e Massimo Rossi, a capo del gruppo archeologico, è stato il lieto fine di una storia ma poi in parte anche linizio di unaltra. Dalla statua, e dallarea da cui proveniva la persona che la stava trasportando, i finanzieri insieme agli archeologi sono arrivati ad individuare unarea sulle rive del lago di Nemi poi scavata dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Lazio, luogo di scorribande di quelli che un tempo erano i tombaroli, ora sono veri vandali armati anche di sofisticate tecnologie per trafugare reperti in una zona ancora ricchissima. Gli scavi archeologici sono riusciti a completare il quadro di una zona già ben nota agli studiosi: ne facevano parte un santuario, una grande villa, la residenza estiva con il suo ninfeo a forma di ventaglio, giochi dacqua e, al centro di una nicchia, la statua. Insomma, un complesso imperiale fastoso ai bordi del lago, regno dellimperatore che si spostava da una riva allaltra del lago a bordo delle celebri navi andate distrutte nel 1944. Ora il Caligola come Zeus con i suoi calzari militari sarà restaurato nei laboratori di Palazzo Massimo prima di essere esposto nel Museo delle navi di Nemi, diretto da Giuseppina Ghini. Scomposta, corrosa dallacidità del terreno, la statua ha comunque molti "simili" conservati e famosi: dal Costantino dei Capitolini allo Zeus Verospi dei Vaticani. Una figura imponente che misura oltre due metri e mezzo daltezza. Il viso è sfigurato dal tempo, quasi irriconoscibile mentre la seduta imperiale è riccamente decorata. Accanto al cuscino dalle frange pesanti, la decorazione è a metopi o formelle contenenti una "nike" con vaso, una fanciulla fiore e una gorgone che fuoriesce dalle onde.