Il biglietto da due a tre euro è stato introdotto a agosto. Carrubba: bilancio prematuro. Incassati solo cinquantamila euro al mese. Per la Pietà Rondanimi a novembre quasi 20mila persone in meno. L'assessore: "Non si poteva andare avanti con la gratuità. Vogliamo migliorare ancora l'offerta culturale" Gli Incassi: Da agosto, i 4 musei civici hanno incassato una media di I50mila euro al mese La previsione: Dai ticket, il Comune aveva previsto di incassare 1 milione di euro l'anno I visitatori: Il calo più evidente è a ottobre: i 45mila visitatori del 2003 sono scesi a 15.800 Il costo: 3 euro per Castello e Museo di storia Naturale; 2 per archeologico e Risorgimento FAR pagare il biglietto dimezza i visitatori dei musei comunali. Dopo cinquant'anni di difesa tenace della gratuità della cultura, il ticket era stato introdotto all'inizio di agosto. Per fare cassa. A Palazzo Marino si prevedeva di raccogliere almeno un milione all'anno. E invece, non solo fino a ora i quattro musei hanno incassato una media di 50mila euro al mese dai 62mila di ottobre ai 48mila di novembre , mai visitatori sonò diminuiti. Un calo importante che, in alcuni casi, ha visto dimezzare il pubblico. «Ce lo aspettavamo dichiara però l'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubbae poi attendiamo il prossimo agosto per tirare le somme. Certo, se un museo è gratuito si può entrare e uscire quando si vuole, ma il confronto va fatto con le raccolte delle altre città. Anche in questo caso, il valore del Castello, per esempio, rimane alto». Eccolo il primo bilancio dalla partenza del biglietto a pagamento nei principali musei comunali. Una «cifra simbolica», la definivano in Comune: 3 euro per le sezioni del Castello Sforzesco; 2 per i reperti del Museo di Storia Naturali e per quelli del Museo del Risorgimento. Più una serie di sconti e gratuità riservate a ragazzi e anziani o, a tutti, il venerdì pomeriggio o, durante la settimana, nell'ultima ora prima della chiusura. Eccezioni che non sono bastate. Perché a milanesi e turisti, quei 3 euro, non sono proprio andati giù. Per capire il crollo delle presenze, basta confrontare i dati della raccolta più importante del Castello, quella che contiene anche la Pietà Rondanini. Ad agosto del 2003, furono in 33mila a entrare al Museo di Arte antica contro i 19.255 di quest'anno; a settembre si è scesi da 37.600 a 18.600, a novembre da 41.700 a 22mila. Quasi un terzo in meno, invece, a ottobre: da 45.100 a 15.860. Una diminuzione che non preoccupa Carruba: «L'obiettivo era stabilire il principio della fine della gratuità. In tutte le altre città si paga non solo per entrare nei musei, ma persino perfino in alcune chiese. Stiamo cercando di organizzare mostre e conferenze, di far vivere i musei continua l'assessore ma lottiamo contro il personale che non basta mai, i tagli del bilancio e degli straordinari degli impiegati».
Il ticket svuota i musei comunali. Visitatori dimezzati al Castello
Il Comune di Milano ha introdotto il biglietto da due a tre euro per i quattro musei civici a agosto. Il bilancio prematuro ha incassato solo 50mila euro al mese, meno di quanto previsto. A novembre, il numero di visitatori è sceso del 20%. L'assessore alla Cultura, Salvatore Carrubba, afferma che l'obiettivo era stabilire il principio della fine della gratuità, ma non si preoccupa del calo delle presenze. Il Comune sta cercando di organizzare mostre e conferenze per far vivere i musei, ma lotta contro il personale insufficiente e i tagli del bilancio. I biglietti sono stati introdotti per fare cassa, ma i visitatori sono scesi.
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