Galan soddisfatto perché il suo ministero non subirà altri tagli. E i Carabinieri mostrano i tesori recuperati «I BENI culturali sono l'unico ministero che nella manovra finanziaria non subirà tagli: in 20 anni, è la prima volta; si potrà destinare al patrimonio culturale il 5 per mille dell'Irpef; riformeremo Cinecittà, risparmiando almeno 25 milioni, che andranno al Fus. Si parla di Villa Adriana: è già previsto di destinarle, a luglio, 6 milioni, tratti dai residui passivi, i fondi in cassa della Soprintendenza di Roma, che ne ha 20; inoltre, 5 saranno per la Domus Aurea e altri per il Palatino»: il ministro Giancarlo Galan spiega che non «è tipo da annunci»; però fa già un bilancio, è un mezzo vulcano d'iniziative. Per la prima volta è venuto al Nucleo operativo dei carabinieri per la Tutela culturale, e ascolta il generale Pasquale Muggeo che racconta gli ultimi cinque recuperi: 2.298 antichità, e 50 indagati in Puglia; una rara «anfora a occhiali» del pittore di Lisippide e una «kylix» firmata da Tleson scavate di frodo a Vulci; cinque dipinti rubati in Slovenia; i frutti di furti in 12 chiese scovati in tre garage a Moncalieri (ogni anno «400 chiese; ma in questo semestre, un calo del 14 per cento», dice il generale); una statua del XV secolo, Re David, bloccata a Campione, ma rubata nel 1979 dal Duomo di Parma: il vescovo Enrico Solmi è venuto a riprendersela. Il ministro passa in rassegna opere di Tempesta e Boucher; va nel «caveau» con mille oggetti (anche un violino Guadagnini e un Caravaggio forse non autentico); però, «io che non protesto mai con i giornali, stavolta mi sono arrabbiato». Tante critiche allo stato di Villa Adriana: «E bastava informarsi; l'intervento era già deciso, nei tempi e nella sostanza, e nei fondi da erogare». Ha accanto le massime autorità del dicastero: il segretario generale, i direttori di Arti e Archeologia. Già che c'è, aggiunge: «Indecoroso che nessuno scavatore clandestino abbia mai passato nemmeno 24 ore in carcere: è allo studio qualcosa in proposito. Poi, io sono contrario alle sanatorie per l'archeologia rubata, che qualcuno ha proposto; però, questa illegalità è di massa: tanti hanno a casa antichità che è illecito detenere; anche qui penseremo a qualcosa. Che cosa, lo dirò dopo che avremo pensato. Va salvata la buona fede, ma solo quella». E le risorse: «Mi vergogno; il ministero ha 600 milioni di euro non spesi; la burocrazia è allucinante, ma incaricheremo qualcuno della cosa, che sappia come farli spendere: io, in cassa, non ho mai tenuto nulla». Ministro, però ci sono 38 soprintendenze scoperte: «Penso che ne ridurremo il numero, forse di una ventina; perché tutte abbiano un titolare». E per Pompei? «Ormai, per l'area archeologica sono stanziati 105 milioni: non ci sono più scuse. A ottobre, vedremo». Dice che nella riunione di governo ha vinto una battaglia: aveva paura di altri tagli, è riuscito a evitarli. Onore ai «carabinieri per l'arte»: «Sono bravissimi, e fanno scuola in tutto il mondo». Il generale Muggeo racconta: «Per vigilare aree e parchi archeologici useremo le telecamere fisse sul web; si aggiungeranno ai sorvoli periodici degli elicotteri: stiamo già sperimentandole a Ventotene, nel cui mare sono tante le navi affondate». Ministro, ma almeno 500 antichità scavate clandestinamente in Italia sono ancora nei maggiori musei del mondo: «Faccenda da riprendere e rinvigorire; ma è pure una questione di rapporti diplomatici; con alcuni dei Paesi coinvolti non abbiamo nemmeno iniziato un discorso. E lo scavo di frodo è stato troppo a lungo uno sport nazionale». Che qualcosa stia cambiando, finalmente?
Per Villa Adriana subito sei milioni
Il ministro del Beni culturali, Giancarlo Galan, è soddisfatto per aver evitato tagli al suo ministero nella manovra finanziaria. Il ministero dei Beni culturali è l'unico a non subire tagli, e potrà destinare al patrimonio culturale il 5 per mille dell'Irpef. Galan ha anche annunciato di riformare Cinecittà e di destinare fondi per la restaurazione di Villa Adriana, la Domus Aurea e il Palatino. Il ministro ha anche visitato il Nucleo operativo dei carabinieri per la Tutela culturale e ha ascoltato il generale Pasquale Muggeo, che ha raccontato gli ultimi cinque recuperi di antichità rubate.
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