Comitati, istituzioni e cittadini uniti contro il corridoio dopo la manifestazione di protesta che ha bloccato domenica l'Aurelia Il dissenso è diventato unanime. Si chiede aiuto anche a Grosseto PAOLO MASTRACCA Il giorno dopo la grande manifestazione contro l'autostrada ci si interroga sugli effetti che tale mobilitazione potrà provocare. Innanzitutto gli organizzatori hanno incassato un successo con il quale bisognerà obbligatoriamente fare i conti. Perché tutto quel successo ha consegnato nelle mani degli organizzatori una bella responsabilità. Fino a sabato qualcuno pensava che il problema fosse di nicchia, forse un po' snob. Che riguardasse solo una parte minoritaria della popolazione. Adesso l'argomento è di massa, non c'è più un solo cittadino che non si senta coinvolto. Peraltro è stato messo in moto un movimento che coinvolge anche le istituzioni con il Comune di Orbetello che si sta muovendo con idee chiare e velocemente dopo che per troppo tempo è sembrato "distratto" sull'argomento. Il vicesindaco Marcello Stoppa ritiene che ci sia stata «una sottovalutazione dei problemi, non tenendo conto di fattori oggettivi come il peso turistico ed il costo dei terreni che nel nostro comune hanno un'incidenza maggiore rispetto all'entroterra». Stoppa ribadisce che questi sono dati oggettivi, quasi a rimarcare che in questa situazione non si tratta di fare il tifo per il proprio comune e fare da scaricabarile verso qualcun altro, bensì si tratta di valutare a 360 gradi con attenzione i pro ed i contro di una scelta che avrà ripercussioni per sempre sullo sviluppo e sulla tutela di un territorio. Per quanto riguarda le preoccupazioni manifestate dagli abitanti della zona di San Donato e Polverosa qualora il tracciato fosse modificato, Stoppa spiega: «adesso la priorità è fermare questo progetto sconvolgente sotto l'aspetto economico, paesaggistico e infrastrutturale. Successivamente ci riserveremo di valutare altro prospettive, capisco che possa serpeggiare il malcontento ma noi cercheremo di fare in modo che tutti i cittadini possano sentirsi di serie A». Carlo Vaselli, esponente di spicco del movimento Polis Duemila e uno dei principali promotori della protesta auspica che «il movimento di sensibilità verso tale problematica vada oltre i confini del comune di Orbetello a raggiunga anche gli abitanti di Grosseto. Qualche giorno fa proprio sulle pagine del Tirreno sono state spiegate le ripercussioni che tale opera avrà nel capoluogo maremmano. Tanto per fare qualche esempio, tutto il traffico in arrivo da nord per Grosseto, non sull'autostrada, passerà in mezzo a Braccagni. Il tratto Grosseto Nord-Grosseto Sud resterà come adesso, con la sola variante che dopo si pagherà il pedaggio. Chi non vorrà pagare avrà una sola soluzione, attraversare il centro, con tutto ciò che ne consegue negativamente per la città. Spero che i cittadini prendano coscienza di ciò che incombe». Giuliano Paolini è il presidente dell'associazione Procosta. Rivendica con orgoglio che quella da lui presieduta è stata la prima associazione nata sul territorio per contrastare l'autostrada. «La Maremma vende l'ambiente - dice Paolini - non possiamo deturparla e quindi la nostra parola d'ordine è: la costa non si tocca».