Santa Croce.Il territorio ibleo è invidiato in tutto il mondo per la sua arte e le sue bellezze paesaggistiche. Ma gli appassionati di archeologia sanno bene che uno sguardo attento può andare ben oltre. Sotto terra ovviamente, ma anche sotto i flutti marini. Gli amanti della storia hanno potuto, finalmente, guardare oltre la terra ferma e scoprire i tesori nascosti dal mare. Si è infatti concluso il 3 luglio scorso il "VII corso d'introduzione all'archeologia subacquea e campo di lavoro" organizzato al circolo velico di Punta Secca dal centro subacqueo ibleo Blu Diving e dalla scuola della Uisp lega attività subacquea. Il Mediterraneo racchiude un vero e proprio museo sommerso, cartina di tornasole di secoli di storia, dominazione straniera e culture diversissime tra loro. Grazie al corso di Punta Secca, gli appassionati sono stati protagonisti di un approccio agli strumenti tecnici d'osservazione, studio ed intervento sul patrimonio culturale sommerso che ha appassionato e coinvolto i partecipanti. Un modo per promuovere il locale turismo subacqueo ed accrescere una cultura del mare volta alla conoscenza ed alla protezione di questo ecosistema. Erano previsti l'osservazione e lo studio degli elementi lignei di un relitto che giace sui fondali antistanti la spiaggia del Palmento a Punta Secca, ma le cattive condizioni atmosferiche non hanno reso possibili immersioni nel sito. Il gruppo di studio si è, quindi, trasferito in contrada Arizza nei pressi di Scicli. Il potenziale di questo sito è noto da appena un anno, ovvero da quando è stato segnalato alla Soprintendenza del Mare, da un bagnante che svolgeva snorkeling, quel che rimane del relitto di una nave. La poppa e la prua sono ben visibili, per una lunghezza di circa 20 mt e 6 mt di larghezza. Dalle tracce di ceramica si può ipotizzare che si tratti di un relitto moderno del 1.750800 d.C. L'esame del carbonio 14 confermerebbe le ipotesi circa l'età dell'imbarcazione. La testimonianza che la storia della Sicilia è andata ben oltre le glorie dei secoli avanti Cristo. Un'eredità che le grandi culture del passato hanno lasciato al loro passaggio. Le nostre acque riservano tanti reperti da portare a galla. Ancora molti tesori sono sommersi. Scoprirli ci può dire ancora tanto sulla storia che non conosciamo. Ricercare reperti archeologici è però vietato dalla legge quadro Urbani del 2004 che include anche le precedenti. E' importante che ogni subacqueo che voglia cimentarsi in una esperienza di scopritore di reperti sommersi sia informato sulla prassi da seguire nel caso in cui s'imbattesse in una nuova scoperta. 12072011
SICILIA - Imparare a scoprire i tesori subacquei
Il corso d'introduzione all'archeologia subacquea e campo di lavoro è stato concluso il 3 luglio scorso a Punta Secca. Il corso è stato organizzato dal centro subacqueo Blu Diving e dalla scuola della Uisp lega attività subacquea. Gli appassionati di archeologia sono stati protagonisti di un approccio agli strumenti tecnici d'osservazione, studio ed intervento sul patrimonio culturale sommerso. Il corso ha previsto l'osservazione e lo studio degli elementi lignei di un relitto che giace sui fondali antistanti la spiaggia del Palmento a Punta Secca, ma le cattive condizioni atmosferiche hanno reso impossibili le immersioni.
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