Passato meno di un mese dall'annuncio di Bossi a Pontida dell'apertura dei ministeri del Nord. Ora c'è anche la data: il taglio del nastro in Villa Reale, ha reso noto domenica sera Roberto Calderoli, è fissato per sabato 23 luglio alle 11.30. Al piano terra della Cavallerizza apriranno le sedi periferiche dei ministeri per le Riforme, per la Semplificazione normativa e dell'Economia. Monza sarà la prima di una serie di sedi decentrate, allo scopo, spiega il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri del 7 giugno, «di favorire il progressivo avvicinamento del Governo ai cittadini e al territorio». Queste sedi di «rappresentanza operativa» avranno «funzioni di sportello a disposizione dei cittadini per le riforme istituzionali e il federalismo». Puntualità padana. Se gli Asburgo e l'architetto Piermarini ci misero meno di tre anni (dall'aprile del 1777 al 1780) a costruire la reggia, i lumbard ci metteranno 34 giorni a traslocare una parte delle loro scrivanie da Roma. Ma al posto delle 700 stanze che hanno ospitato generazioni di teste coronate, i ministeri padani avranno a disposizione tre piccoli locali, meno di 100 metri quadrati in tutto, ricavati negli spazi occupati fino a ieri dal Consorzio per la gestione della Villa Reale: giusto lo spazio per un armadio e qualche scrivania. In queste stanze dell'ala sud, rimaste di competenza dello Stato dopo la cessione ai Comuni dell'intero complesso monumentale reggia-parco, hanno studiato per anni i ragazzi dell'Istituto d'Arte. Poi è subentrato il Consorzio di gestione della Villa, che ha la sua sede ufficiale nel parco, a cascina Fontana, e un avamposto nella reggia: ieri il suo direttore Pietro Petraroia ha lasciato liberi i locali. «Li consegneremo al ministero per i Beni culturali», dice. Oggi è previsto l'arrivo degli arredi dei tre nuovi inquilini. Un trasloco che costringerà gli addetti ai lavori anche a rivedere il progetto del Museo della Villa. Qui infatti la Soprintendenza aveva previsto l'ingresso dei visitatori, con biglietteria, bookshop e servizi annessi. Intanto Umberto Bossi conferma l'annuncio di Calderoli: «Lo abbiamo detto e lo facciamo. Lo hanno fatto la Francia, l'Inghilterra, era tempo che lo facessimo anche noi. E bene che non rimanga tutto a Roma, ma che tutto il Paese venga coinvolto». Un'iniziativa vista però con insofferenza dagli stessi alleati del Pdl. Mentre il governatore della Lombardia Roberto Formigoni, principale sponsor dell'operazione di recupero della reggia con un bando da 20 milioni di euro, aveva già fatto sapere che a Monza non c'è spazio per queste operazioni, per il sindaco di Roma Gianni Alemanno «non c'è alcuna possibilità di aprire ministeri al Nord. Poi se qualche ministro vuole andare in vacanza al nord può sempre farlo». Parla di bluff il ministro della Gioventù Giorgia Meloni: «Aprono degli uffici di rappresentanza, forse, che non sono ministeri ma un'altra cosa».