L'operazione: Sarà fatta senza togliere le statue, effettuando lo smontaggio delle diverse parti del pavimento Il direttore Natali «Ho chiesto io un esame, non avrebbe avuto senso fare una parte dei lavori, con il rischio di ritrovarsi poi daccapo» La sala della Niobe non riaprirà in tempi brevi. Bisognerà probabilmente aspettare la prossima primavera per poter ammirare la celebre sala numero 42 della galleria degli Uffizi, quella che ospita le statue in marmo del gruppo dei Niobi uccisi dalle frecce di Apollo e Diana. La sala era stata chiusa lo scorso maggio dopo che nel pavimento era stato riscontrato un avvallamento di pochi centimetri. Ad occhio nudo sembrava che quello al lato delle finestre, accanto a una delle statue dei figli di Niobe fosse l'unico cedimento ma i tecnici, al termine dell'esame endoscopico, sono arrivati alla conclusione che c'è un'altra area del pavimento da considerare a rischio. Non è il caso di creare allarmismi, spiegano i tecnici: l'intervento è a scopo preventivo per evitare che possa accadere di nuovo. «Ero stato io a chiedere un esame su tutta la sala spiega Antonio Natali, direttore degli Uffizi non avrebbe avuto senso fare una parte di lavori, con il rischio di riaprire la sala in tempi più rapidi per poi ritrovarsi punto e daccapo dopo qualche mese». I dubbi del direttore della galleria si sono rivelati fondati: altri punti sarebbero a rischio, meglio intervenire subito una volta per tutte. L'annuncio della chiusura prolungata è arrivato ieri pomeriggio dalla direttrice dei lavori per i Nuovi Uffizi Laura Baldini Giusti: «Non c'è stato nessun cedimento precisa semplicemente l'indagine che abbiamo fatto lascia presupporre che anche in altri punti ci possa essere bisogno di lavori. Le volte principali per fortuna stanno bene. In accordo con la sovrintendenza abbiamo deciso di procedere a una revisione generale del pavimento, in modo da poterne rinforzare le parti che danno segni di vecchiaia e prevenire analoghi problemi in futuro». L'operazione sarà condotta senza togliere le statue dalla sala sarebbe davvero un grosso problema farlo effettuando lo smontaggio e rimontaggio delle diverse parti del pavimento in fasi diverse, spostando via via le sculture nelle aree libere. Servirà un finanziamento straordinario, dettato da ragioni d'urgenza, per completare l'opera: non rientra nei lavori dei Nuovi Uffizi ma sarà la stessa impresa a realizzare l'intervento, anche per una questione pratica. I lavori cominceranno entro luglio e a parte l'interruzione del periodo di Ferragosto, andranno avanti a ritmo serrato. Almeno questa è la previsione. Serviranno centinaia di migliaia di euro. Laura Baldini Giusti è impegnata in queste ore nei calcoli. Quando sarà possibile ritornare ad ammirare la sala della Niobe è presto per dirlo ma sicuramente non saranno tempi brevissimi. Bisognerà costruire un ponteggio e bisognerà spostare le statue. Conclusione: almeno fino alla prossima primavera l'ingresso alla sala 42 sarà vietato, spiega ancora la direttrice del cantiere dei Nuovi Uffizi. L'allestimento attuale della sala è lo stesso che venne realizzato nel 1781 per ospitare le statue trasferite a Firenze da Roma dove erano esposte a Villa Medici. Inizialmente si pensò di portarle al giardino di Bo-boli, poi vennero destinate agli Uffizi. Non è la prima volta che la sala della Niobe viene sottoposta a un intervento di restauro. Nel '93 era stata danneggiata dall'attentato mafioso all'Accademia di via dei Georgofili. Fu riaperta al pubblico dopo un lungo restauro. Pochi mesi fa i nuovi guai.
FIRENZE - Uffizi, rischio altri avvallamenti. Non riapre la sala della Niobe. Resterà chiusa almeno lino alla prossima primavera.
La sala della Niobe degli Uffizi sarà chiusa per un periodo prolungato a causa di un avvallamento del pavimento. L'intervento sarà condotto senza togliere le statue dalla sala, effettuando lo smontaggio e rimontaggio delle diverse parti del pavimento. La sala sarà chiusa fino alla prossima primavera, quando sarà possibile ritornare ad ammirarla. I lavori cominceranno entro luglio e serviranno centinaia di migliaia di euro. La sala è stata chiusa anche nel 1993 dopo un attentato mafioso e è stata riaperta dopo un lungo restauro. L'intervento è a scopo preventivo per evitare che possa accadere di nuovo.
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