Non piace affatto la riforma di Cinecittà Holding contenuta nella manovra finanziaria che di fatto converte la società in Srl, con meno dipendenti e una mission ridotta. Per questo stamattina i sindacati Uilcom, Uil, Slc Cgil, Fistel Ci-sl e le Rsu di Cinecittà Luce, hanno programmato uno sciopero di tre ore (dalle 10 alle 13), con un sit-in di protesta che si terrà davanti alla sede del Ministero dei Beni Cultarali, in via del Collegio Romano, per chiedere un incontro urgente al Ministro Galan. «Sono quattro le proposte di modifica alla finanziaria, che vogliamo portare in discussione - ha detto Fabio Benigni segretario nazionale Uilcom per lo spettacolo - la riconferma della mission aziendale, il mantenimento Terreni Preoccupa l'ipotesi di speculazione immobiliare del patrimonio immobiliare, il necessario finanziamento per le attività e il mantenimento dell'occupazione». Hanno già aderito alla protesta le troupes cinematografiche. Saranno inoltre presenti, fanno sapere i sindacati, attori e registi del settore. A preoccupare diversi aspetti. La società pubblica Cinecittà Holding (proprietaria dei terreni dati in concessione a Cinecittà Studios, società a maggioranza privata presieduta da Luigi Abete, che è proprietaria dei teatri di posa), viene appunto trasformata in Srl con il nome di Istituto Luce-Cinecittà. Il capitale sociale sarà di 15 mila euro, gestita da un amministratore unico e circa la metà degli attuali dipendenti (ad oggi 125) saranno riassorbiti dal ministero per i Beni culturali. La norma della finanziaria poi non lascia dubbi: niente produzione di cinema nella mission societaria. La nuova società dovrà occuparsi della conservazione, del restauro e della valorizzazione del patrimonio filmico, fotografico e documentari-stico dell'ex Archivio Luce, oltre alla distribuzione di opere prime e seconde e cortometraggi sostenuti dal Mibac e la promozione del cinema italiano all'estero. Cinecittà Holding verrà invece messa in liquidazione e trasferita alla Fintecna, la Spa controllata dal Tesoro. L'opposizione del centrosinistra, così come tutti i sindacati, sono preoccupati che dietro la manvora ci sia una speculazione immobiliare sui terreni degli Studios. Un'ipotesi questa smentita dal presidente e dall'amministratore delegato di Cinecittà Luce, Roberto Cicutto e Luciano Sovena, che rinviano a un incontro con il ministro la garanzia del mantenimento del patrimonio, anche immobiliare, il mantenimento delle attività di interesse generale, la salvaguardia dei posti di lavoro e finanziamenti. Il proposito e l'ottimismo dei vertici dell'azienda, così come del sottosegretario al Mibac, Francesco Giro - che ha rassicurato la nuova società non si priverà in alcun modo dei terreni e del patrimonio immobiliare - non placano le proteste e le preoccupazioni di dipendenti e sindacati. E soprattutto non rispondono a una domanda, altrettanto strategica: chi produrrà (e dove) i film?
ROMA - Proteste e affari sulla nuova Cinecittà srl. Mission: sparisce quella per la produzione dei film
I sindacati Uilcom, Uil, Slc Cgil, Fistel Ci-sl e le Rsu di Cinecittà Luce hanno programmato uno sciopero di tre ore e uno sit-in di protesta davanti alla sede del Ministero dei Beni Culturali per chiedere un incontro urgente con il Ministro Galan. I sindacati chiedono la riconferma della missione aziendale, il mantenimento dei terreni e il necessario finanziamento per le attività. La società Cinecittà Holding, che verrà trasformata in Srl, perderà circa la metà degli attuali dipendenti e non produrrà più film. La nuova società dovrà occuparsi della conservazione e valorizzazione del patrimonio filmico e documentario.
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