In cantiere i nuovi criteri per ottenere la qualifica di restauratore. A disciplinarli un disegno di legge approvato nell'ultimo Consiglio dei ministri che riconosce in regime transitorio il titolo di restauratore a chi ha operato nel settore in periodi antecedenti all'introduzione della nuova disciplina che, d'ora in poi, dispone il rilascio del diploma ai soli istituti di alta formazione appositamente accreditati ed equiparati a laurea specialistica. La rivoluzione annunciata nel 2004 dal Codice dei beni culturali prevede, infatti, che il titolo di restauratore spetti solo a chi ha frequentato le tre uniche scuole statali, l'Opificio delle pietre dure di Firenze, l'Istituto centrale di restauro di Roma e la Venaria reale di Torino, o a chi sia in possesso di una laurea specialistica ottenuta presso un'università accreditata. Tutti gli altri, che in questi anni si sono formati nelle scuole regionali o nelle botteghe avrebbero dovuto integrare gli attestati in loro possesso con certificazioni della soprintendenza che documentino gli anni di lavoro svolto fino al 31 luglio 2009. E in caso di mancato possesso di titoli o dell'esperienza necessaria al conseguimento della qualifica il futuro professionista restauratore di beni culturali e collaboratore restauratore di beni culturali avrebbe dovuto sottoporsi a una prova di idoneità. Ma questa procedura di selezione pubblica per il conseguimento delle qualifiche professionali, la cui data ultima di scadenza è stata oggetto di numerose proroghe, è stata ufficialmente sospesa. Una sospensione, non accompagnata da specifiche direttive agli organi periferici del ministero dei beni culturali che ha causato un sostanziale blocco degli affidamenti di lavori su opere di restauro e conservazione di beni culturali da parte delle stesse soprintendenze. Proprio in questo senso si colloca l'attuale provvedimento che si augura lo stesso ministro dei beni culturali Giancarlo Galan faccia superare «l'impasse che ha portato alla sospensione della procedura di selezione avviata nel 2009, per la quale erano già state presentate oltre 15 mila domande. Spero ora in un dibattito parlamentare all'altezza del ruolo e del prestigio mondiale della scuola del restauro italiana». Il provvedimento è stato ora trasmesso alla Conferenza stato-regioni per il parere.
Restauratore. Qualifica al restyling
Il governo ha approvato un disegno di legge che riconosce in regime transitorio il titolo di restauratore a chi ha operato nel settore in periodi antecedenti all'introduzione della nuova disciplina. La nuova disciplina, introdotta nel 2004, prevede che il titolo di restauratore spetti solo a chi ha frequentato le tre scuole statali o ha una laurea specialistica. Tuttavia, la procedura di selezione pubblica per il conseguimento delle qualifiche professionali è stata ufficialmente sospesa. Il provvedimento è stato trasmesso alla Conferenza stato-regioni per il parere. Ciò ha causato un sostanziale blocco degli affidamenti di lavori su opere di restauro e conservazione di beni culturali.
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