La «benedizione» del sindaco Giuliano Pisapia, ma soprattutto uno studio di fattibilità affidato al Politecnico per definire costi e tempi della Grande Brera. L'annuncio di Letizia Moratti, pronta a scendere in campo con una cordata di imprenditori italiani e stranieri per finanziare i lavori di restauro della Pinacoteca e la creazione del campus dell'Accademia, ha subito smosso le acque. Ieri, c'è stato un vertice operativo tra il commissario straordinario di Brera, Mario Resca e l'assessore alla Cultura, Stefano Boeri. Precondizione perché la cordata si metta in movimento è quella di avere uno studio effettivo dei costi e dei tempi, che tuttora non esiste. Resca e Boeri hanno chiesto al Politecnico di occuparsene. «Abbiamo chiamato il rettore spiega Boeri e il Politecnico ha accettato. Sulla base dello studio di fattibilità si potranno capire tante cose. A partire dalla tempistica e dai costi». Si spinge ancora più in là, Resca: «Mi piacerebbe che il Politecnico si facesse carico dello studio di fattibilità pro bono. Cosa c'è di meglio che lavorare per un progetto così importante per tutta la città?». Resca assicura anche che non sarà possibile nessuna speculazione edilizia sui metri quadrati in esubero dell'ex caserma di via Mascheroni: «Sono spazi destinati alla cultura. Non saranno usati se non per spazi culturali». Aldilà della gratuità o meno dello studio di fattibilità, l'ateneo di piazza Leonardo da Vinci ha accettato l'incarico: «Ne ho parlato con il rettore Giovanni Azzone spiega Alessandro Balducci, prorettore vicario del Politecnico e siamo ben disponibili a misurarci su un progetto del genere perché è importantissimo per la città, ma sta languendo da anni. E una valutazione di fattibilità può anche favorire l'arrivo di risorse private». Balducci non si sbilancia sui tempi: ma sei mesi dovrebbe essere un periodo congruo per lo studio. Intanto arrivano i primi commenti alla proposta della Moratti: «Mi sembra un'ottima idea attacca Pisapia . La città, il sindaco e la giunta sono felici: adesso si passi dalle parole ai fatti». Pisapia assicura che, se il progetto andrà avanti, Palazzo Marino non si tirerà indietro: «Ci sarà tutto il contributo che sindaco, giunta e consiglio potranno dare. Anche se su questo tipo di progetti rimane la centralità della giunta e del sindaco, in un momento nel quale la cultura ha difficoltà nel reperire fondi, il sindaco ha il dovere di trovare un punto di equilibrio». Un invito ad andare avanti arriva anche dal presidente della Camera di Commercio, Carlo Sangalli: «Sicuramente è molto interessante anche per noi, quindi ci auguriamo che questa cordata vada in porto». Ok anche da Bruno Ermolli, presidente di Promos: «Ottima idea». E sulla Grande Brera è tornata la stessa Moratti. «Mi è sembrato naturale, per senso civico e per amore della città, mettermi a disposizione. Però bisogna partire da regole precise di gestione, da un quadro generale di governance e poi pensare a un impegno dei privati. Per questo prima bisogna parlare con il ministro per i Beni culturali».
MILANO - Svolta per la Grande Brera. Piano affidato a1 Politecnico. Boeri: così potremo capire tempi e costi d'intervento
Il sindaco Giuliano Pisapia ha dato la sua benedizione al progetto di restauro della Pinacoteca e creazione del campus dell'Accademia, finanziato da una cordata di imprenditori italiani e stranieri. Un vertice operativo tra il commissario straordinario di Brera, Mario Resca e l'assessore alla Cultura, Stefano Boeri, ha deciso che il Politecnico si occupi dello studio di fattibilità pro bono. Il Politecnico ha accettato l'incarico e si è impegnato a completare lo studio entro sei mesi. I primi commenti alla proposta di Letizia Moratti sono stati positivi, con il sindaco Giuliano Pisapia che ha assicurato che Palazzo Marino non si tirerà indietro.
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